“RODODENDRO”: IL LABIRINTO PSICOLOGICO DI GIUSEPPE SCIARRA TRA DIPENDENZA AFFETTIVA E MASCHERE NARCISISTICHE



ROMA – Cosa succede quando lo specchio in cui cerchiamo la nostra identità diventa una trappola? Giuseppe Sciarra torna in libreria con “Rododendro” (Edizioni Il Viandante) , un’opera di narrativa potente e disturbante che seziona il mito del Minotauro in chiave moderna e psicologica. Sciarra scava nel fango delle relazioni manipolatorie, regalandoci una prosa che mescola il realismo sporco delle chat erotiche e dei locali dark con riflessioni colte sulla videoarte e la psicanalisi.

IL LIBRO Attraverso la voce di Davide, il lettore viene trascinato in un’amicizia tossica e totalizzante con Nicolò, un aspirante regista carismatico e crudele, capace di elevare e distruggere con la stessa noncuranzaAmbientato tra la provincia soffocante di Rododendro e le ombre magnetiche di una Roma notturna, il romanzo è un viaggio iniziatico fatto di travestimenti drag queen, rituali magici, sesso fugace e silenzi punitivi.

LA MUSICA  è un personaggio a sé stante: dai ritmi anni '80 di Donna Summer e dei Visage alle atmosfere dark dei Bauhaus e dei Cure , ogni capitolo ha un battito sonoro che scandisce l'ossessione del protagonista.

L'AUTORE
Giuseppe Sciarra conferma con “Rododendro” la sua capacità di dare voce agli outsider e di esplorare le zone d’ombra dell’animo umano senza sconti, con una scrittura che "morde" proprio come la bestia di cui narra.

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