Da venerdì 19 giugno 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Sbaglio spesso” (Overdub Recordings) il nuovo singolo dei CALANCO.
“Sbaglio Spesso” è un brano che racconta le dinamiche tossiche e contraddittorie di una dipendenza affettiva, in cui il benessere emotivo si confonde progressivamente con l'alienazione e l'abbandono. Una condizione sospesa, descritta con immagini forti e dirette, che restituiscono il senso di smarrimento vissuto dal protagonista.
Dal punto di vista musicale e testuale, la canzone si sviluppa attraverso continui contrasti. Il ritornello presenta un'impronta più immediata e leggera, mentre le strofe, sostenute da frequenti stacchi strumentali, accompagnano un percorso di progressiva consapevolezza. Il protagonista si confronta con le conseguenze di un legame che continua a difendere nonostante appartenga ormai più all'immaginazione che alla realtà. La conclusione evidenzia l'incapacità di elaborare completamente la fine del rapporto, lasciando emergere un persistente senso di isolamento e la difficoltà di liberarsi dai ricordi di una relazione ormai conclusa.
Spiega la band a proposito del nuovo brano: “Con 'sbaglio spesso' volevamo scattare una fotografia nitida di quel momento esatto in cui ti rendi conto che una determinata situazione ti sta distruggendo, ma decidi comunque di rimanerci dentro, quasi anestetizzato. L'immagine del cane abbandonato in tangenziale serve proprio a raccontare questo contrasto: quel mix di speranza nell’attesa di un ritorno e di orgoglio feroce che ti spinge a mordere chiunque provi a salvarti, pur di non ammettere di quanto tu abbia disperatamente bisogno di aiuto. È un brano che parla di negazione di sé stessi e dell'impossibilità di ripulirsi da quello che un rapporto ti lascia addosso”.
Il videoclip di “Sbaglio Spesso”, diretto da Giulia Monaldi, è un lyrics video costruito come un unico piano sequenza senza interruzioni. Le immagini seguono la lenta discesa di un ragazzo che attraversa strade deserte e abitazioni segnate dal tempo, fino a raggiungere un luogo in cui la vegetazione ha progressivamente riconquistato gli spazi creati dall’uomo. Le parole del brano occupano l’intero schermo, sovrapponendosi alle immagini e riducendo progressivamente lo spazio visivo del protagonista. Il movimento continuo della camera accompagna il percorso trasformando il paesaggio in una dimensione interiore, che richiama il flusso dei pensieri e delle emozioni del protagonista. Il fuoco dell’immagine entra ed esce costantemente, alternando momenti di nitidezza a passaggi più sfocati e instabili. Una scelta visiva che riflette il contrasto presente nella canzone e il progressivo smarrimento emotivo raccontato dal testo.

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