Da mercoledì 10 giugno: in scena "Antenate, Il tempo del ricordo nella casa delle storie" presso l'Archivio di Stato Napoli


C’è una storia che non compare nei manuali. È la storia delle donne che non compaiono nella Storia ma che l'hanno vissuta e scritta anche loro. A queste presenze silenziose è dedicato Antenate. Il tempo del ricordo nella casa delle storie, performance teatrale ideata e curata da Marina Rippa per f.pl. femminile plurale, in scena da mercoledì 10 giugno 2026 alle ore 20.00 (in replica fino a venerdì 12) presso l’Archivio di Stato di Napoli, promossa e sostenuta dal Teatro Pubblico Campano.

L’allestimento si presenta come un attraversamento della memoria, un rito civile e poetico che prende forma in uno dei luoghi simbolo della conservazione del passato. Tra registri, pergamene, carte ministeriali e archivi familiari, il pubblico è invitato a entrare in uno spazio in cui le tracce documentarie dialogano con le storie custodite nei corpi e nelle voci delle donne che abitano la scena.

L’Archivio diventa così una vera e propria “casa delle storie”, un luogo in cui la memoria scritta incontra quella vissuta. Le carte conservate sugli scaffali raccontano vicende pubbliche e private, mentre le protagoniste della performance restituiscono vita a ciò che spesso sfugge alla registrazione ufficiale: emozioni, relazioni, desideri, paure, sogni, eredità invisibili.

A dare corpo a questo racconto collettivo sono Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Manzo, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Giustina Cirillo, Ida Pollice, Iolanda Vasquez, Melina De Luca, Nunzia Patierno, Patrizia Iorio, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Rosetta Lima, Susy Cerasuolo e Susy Martino.

Donne provenienti da percorsi di vita differenti che, attraverso il lavoro sviluppato negli anni all'interno di f.pl. femminile plurale, hanno trasformato la propria esperienza personale in materia scenica.

Non interpretano personaggi nel senso tradizionale del termine, ma portano in scena memorie, frammenti di esistenze, racconti ereditati e testimonianze che si intrecciano a quelle di altre donne, componendo una narrazione plurale in cui il confine tra storia individuale e memoria collettiva si fa sempre più sottile.

Le loro voci costruiscono un coro contemporaneo che attraversa generazioni e appartenenze. Ogni presenza diventa il tassello di una genealogia più ampia, ogni racconto contribuisce a restituire dignità e visibilità a esistenze troppo spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale.

Antenate
Il tempo del ricordo nella casa delle storie

una performance teatrale nell'Archivio di Stato di Napoli

ideazione e cura Marina Rippa per f.pl. femminile plurale

messinscena Marina Rippa

scene, costumi e oggetti Monica Costigliola

consulenza per il canto Fiorella Orazzo

disegno luci e tecnica Desideria Angeloni

foto Sara Petrachi / KontroLab

con

Amelia Patierno,Anna Liguori, Anna Manzo, Anna Marigliano, Anna Patierno,

Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Giustina Cirillo, Ida Pollice,

Iolanda Vasquez, Melina De Luca, Nunzia Patierno, Patrizia Iorio,

Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Rosetta Lima, Susy Cerasuolo, Susy Martino

Una volta sognai di raccontare delle storie e di sentire qualcuno che mi toccava affettuosamente il piede per incoraggiarmi. Abbassai lo sguardo e scoprii di trovarmi sulle spalle di una vecchia che mi teneva forte le caviglie e mi sorrideva. Le dissi: - No, no, vieni tu sulle mie spalle perché tu sei vecchia e io sono giovane -. - No, no -, insistette, - così dev’essere -. Vidi che lei stava sulle spalle di una donna molto più vecchia, che stava sulle spalle di una donna ancora più vecchia, che stava sulle spalle di una donna col mantello, che stava sulle spalle di un’altra anima, che stava sulle spalle...

(Clarissa Pinkola Estés, “Donne che corrono coi lupi”)

Antenate sono le storie che narriamo. Antenate sono le donne che non compaiono nella Storia ma che la Storia l'hanno vissuta e scritta anche loro. Antenate conosciute, antenate sconosciute. Antenate sono anche le pergamene, i registri di antiche cancellerie, le carte dei ministeri e delle famiglie nobili private, le tante scritture conservate con attenzione nell'archivio. Ricordare le antenate è riconoscere da dove veniamo, comprendere dove siamo e intravedere dove andremo. Raccontarle, nel bene e nel male, nella luce e nel buio è un atto che sentiamo necessario.

Post a Comment

Nuova Vecchia

pubblicità

pubblicità