L’allestimento si presenta come
un attraversamento della memoria, un rito civile e poetico che prende forma in
uno dei luoghi simbolo della conservazione del passato. Tra registri,
pergamene, carte ministeriali e archivi familiari, il pubblico è invitato a
entrare in uno spazio in cui le tracce documentarie dialogano con le storie
custodite nei corpi e nelle voci delle donne che abitano la scena.
L’Archivio diventa così una vera
e propria “casa delle storie”, un luogo in cui la memoria scritta incontra
quella vissuta. Le carte conservate sugli scaffali raccontano vicende pubbliche
e private, mentre le protagoniste della performance restituiscono vita a ciò
che spesso sfugge alla registrazione ufficiale: emozioni, relazioni, desideri,
paure, sogni, eredità invisibili.
A dare corpo a questo racconto
collettivo sono Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Manzo, Anna Marigliano,
Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Giustina
Cirillo, Ida Pollice, Iolanda Vasquez, Melina De Luca, Nunzia Patierno, Patrizia
Iorio, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Rosetta Lima, Susy Cerasuolo e Susy
Martino.
Donne provenienti da percorsi di
vita differenti che, attraverso il lavoro sviluppato negli anni all'interno di
f.pl. femminile plurale, hanno trasformato la propria esperienza personale in
materia scenica.
Non interpretano personaggi nel
senso tradizionale del termine, ma portano in scena memorie, frammenti di
esistenze, racconti ereditati e testimonianze che si intrecciano a quelle di
altre donne, componendo una narrazione plurale in cui il confine tra storia
individuale e memoria collettiva si fa sempre più sottile.
Le loro voci costruiscono un coro contemporaneo che attraversa generazioni e appartenenze. Ogni presenza diventa il tassello di una genealogia più ampia, ogni racconto contribuisce a restituire dignità e visibilità a esistenze troppo spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale.
(Clarissa Pinkola Estés, “Donne che corrono coi lupi”)
Antenate sono le storie che narriamo. Antenate sono le donne che non compaiono nella Storia ma che la Storia l'hanno vissuta e scritta anche loro. Antenate conosciute, antenate sconosciute. Antenate sono anche le pergamene, i registri di antiche cancellerie, le carte dei ministeri e delle famiglie nobili private, le tante scritture conservate con attenzione nell'archivio. Ricordare le antenate è riconoscere da dove veniamo, comprendere dove siamo e intravedere dove andremo. Raccontarle, nel bene e nel male, nella luce e nel buio è un atto che sentiamo necessario.

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