Gli ALMA Acoustic tornano venerdì 31 luglio 2026 con il nuovo singolo"Arturo" (in distribuzione Believe Music Italy), nuovo e quarto estratto da "Bevi. Dimentica. Obbedisci.", il secondo album della band di prossima uscita.
Nati a Lugano nel 2021, gli ALMA Acoustic sono una delle realtà più interessanti della nuova scena pop-rock della Svizzera italiana. Il quintetto, formato da Maurizio Podda, Orio Oliveri, Pietro Pavanelli, Christopher Cornacchini e Guido Lazzaroni, ha costruito negli anni un'identità fondata su un cantautorato contemporaneo capace di coniugare melodie immediate, ironia e osservazione sociale. Con "Arturo", la band sceglie un narratore insolito: un gatto che attraversa i cortili del quartiere osservando ciò che gli esseri umani preferiscono ignorare. È uno sguardo discreto ma lucidissimo, capace di cogliere la distanza tra ciò che mostriamo e ciò che siamo davvero.
Arturo è un gatto che gira per i cortili del quartiere e vede quello che noi facciamo finta di non vedere. È uno sguardo dal basso, o forse dall'alto, come sanno fare i gatti, su quella distanza sottile tra quello che le persone mostrano e quello che sono davvero. Una distanza che oggi, nell'era dei profili curati e delle vite in vetrina, è diventata la norma. Arturo non giudica. Osserva, sorride, e porta i segreti nella tomba. Come dovremmo fare tutti, forse. O come non riusciamo più a fare, da quando abbiamo uno schermo su cui condividere tutto. Una canzone ironica e affettuosa sulla grande finzione collettiva e sull'unico essere vivente abbastanza saggio da non parteciparci, o quanto meno non di sua spontanea volontà.
Il brano prosegue quindi il percorso narrativo di "Bevi. Dimentica. Obbedisci.", un disco che affronta il rapporto tra individuo, società e sovraesposizione digitale, invitando a rallentare, recuperare autenticità e riscoprire il valore di uno sguardo più umano sulle cose. In questo mosaico che stiamo man mano ricostruendo, un brano estratto alla volta, "Arturo" rappresenta uno dei capitoli più emblematici: una storia apparentemente semplice che, dietro gli occhi di un gatto randagio, restituisce un ritratto sorprendentemente preciso del nostro tempo.
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