CLARA SERINA, LA VOCE NON SI FERMA



«LADY OSCAR MI ACCOMPAGNA DA OLTRE QUARANT’ANNI. MA ADESSO HO ANCORA TANTO DA RACCONTARE»

L’abbiamo incontrata durante una sessione di registrazione dei suoi nuovi brani. Tra cuffie, microfoni e musica che ricomincia a suonare, Clara Serina si racconta senza nostalgia: il successo di Lady Oscar, quattro generazioni di fan, la psicanalisi, i libri, i viaggi e le nuove canzoni. «Non rinunciate a ciò che amate fare. Le difficoltà poi si superano».

Ci sono canzoni che diventano famose. E poi ce ne sono altre che fanno qualcosa di molto più raro: entrano nella vita delle persone e ci rimangono.

Con Lady Oscar è successo esattamente questo.

Bastano le prime note e chi era bambino negli anni Ottanta torna per un istante davanti alla televisione. Solo che oggi accade qualcosa che, quando quella sigla venne registrata nel 1982, sarebbe stato difficile persino immaginare: accanto a quei bambini diventati adulti ci sono i loro figli. In qualche caso, persino i nipoti.

Quattro generazioni che conoscono la stessa voce. Quella di Clara Serina.

La incontriamo lontano dalle celebrazioni e dai ricordi da album fotografico. Siamo nel presente, durante una sessione di registrazione dei nuovi brani ai quali sta lavorando.

Cuffie, microfono, musica che parte e si interrompe. Si ascolta, si corregge, si ricomincia.

Clara è concentrata. Poi sorride, parla, racconta. E quando comincia a farlo si capisce subito che ridurre la sua storia alla sigla che l’ha resa popolare sarebbe un errore.

Brasiliana di nascita, arrivò in Italia immaginando per sé una vita molto diversa. Voleva studiare, laurearsi, dedicarsi alla medicina e alla psicanalisi. La musica, però, era già lì.

Cantava fin da bambina. Suonava la chitarra. Era anche un modo per combattere la timidezza e avvicinarsi agli altri. Poi quella che sembrava una passione è diventata una carriera. E la carriera, a un certo punto, ha incontrato Lady Oscar.

Oggi Clara Serina continua a vivere tra mondi che apparentemente sembrano lontani e che, nella sua vita, hanno finito per diventare una cosa sola: musica, psicologia, scrittura, televisione, radio, concerti e rapporto con il pubblico.


Clara, dopo tanti anni, quando canti Lady Oscar davanti a persone che la conoscono ancora parola per parola, cosa provi oggi che non provavi quando la incidesti?

Cantare Lady Oscar è sempre un risvegliare i cuori di migliaia e migliaia di persone, di fan.

Quando ho registrato il pezzo nel 1982, non immaginavo di dover continuare per più di quarant’anni a cantare quel brano che già mi emozionava durante le registrazioni.

Amavo la storia di Lady Oscar, guerriera determinata, impeccabile, che affrontava ogni cosa con fedele lealtà.

Vedo ancora oggi nei miei fan che quella storia tocca profondamente la loro anima, sia nelle donne che negli uomini, perché ognuno vede in lei una possibilità di riuscita, di poter essere ciò che è necessario essere nella vita.

La mia voce evoca emozioni, amore e riconoscenza per averli accompagnati e fatti crescere. Così mi dicono in ogni occasione, sui social come durante i concerti. E poi c’è quell’abbraccio finale con ogni fan. Le lacrime rivelano i cuori che battono per la vita. Sono molto felice di tutto ciò.

La parola che torna spesso è “accompagnare”. Perché, ascoltandola, si comprende che Clara non considera il pubblico semplicemente come qualcuno che compra un disco o assiste a un concerto. Parla piuttosto di un pezzo di vita trascorso insieme.


Oggi ai tuoi concerti si incontrano spesso generazioni diverse: chi è cresciuto con la tua voce e ragazzi che hanno scoperto successivamente gli anime e la cultura giapponese. Quando hai capito che le tue canzoni avevano davvero superato i confini di una generazione?

È proprio così. Incontro almeno quattro generazioni durante i miei concerti.

L’aver riproposto in televisione, nel corso degli anni, il cartone animato di Lady Oscar, scritto da Riyoko Ikeda, ha risvegliato i cuori di chi lo aveva già visto, ma ha permesso anche alle generazioni più giovani di scoprirlo.

Migliaia e migliaia di famiglie propongono la serie ai propri bambini che non hanno visto Lady Oscar, e questo è meraviglioso. Così, quando sono sul palco, vedo i bambini avvicinarsi e cantare con me. È un’esplosione di gioia. È stato trovandomi davanti a questa moltitudine di persone di ogni età che ho capito di aver superato i confini delle generazioni.

DUE VITE CHE SONO DIVENTATE UNA

C’è però un’altra Clara che il grande pubblico forse conosce meno. Mentre la sua voce entrava nelle case attraverso la televisione, Serina costruiva infatti un percorso professionale nella psicanalisi. Per qualche tempo i due mondi sembravano destinati a rimanere separati. Poi qualcosa è cambiato.


Nella tua vita convivono due dimensioni importanti, quella artistica e quella legata alla psicologia. Quanto può la musica aiutare una persona a riconoscere, vivere o persino trasformare le proprie emozioni?

Inizialmente il mio scopo, arrivando in Italia dal Brasile, era laurearmi e lavorare come medico e psicanalista.

Ho sempre cantato fin da quando ero piccola e suonavo un po’ la chitarra per amore, ma anche per poter socializzare, vista la mia timidezza nell’adolescenza.

Poi, quando è esploso il mio mondo musicale, già lavoravo come psicanalista e con grande successo.

Inizialmente avevo paura che il mondo della musica potesse condizionare i miei pazienti, ma poi ho visto che hanno elaborato velocemente questa mia vita parallela, perché anche la musica entra nel mondo della psicologia. La musica risana l’anima.

E così ho potuto lavorare con gruppi di bambini facendo laboratori terapeutici di ogni tipo, anche con la musica. Se non ci fosse la musica nel mondo, saremmo per buona parte privi di emozioni e di anima.

«OGGI LA MUSICA HA PRESO IL SOPRAVVENTO»

Intanto, nello studio, il lavoro continua. Ci sono nuovi brani da sistemare e progetti che aspettano di uscire. Clara ne parla con l’entusiasmo di chi non considera affatto conclusa la propria stagione artistica. Anzi.


Negli ultimi anni hai continuato a cantare, pubblicare nuovi progetti e incontrare il pubblico. Chi è oggi Clara Serina artista? E che cosa stai preparando?

Il mio contatto con il pubblico è meraviglioso perché faccio parte della loro vita. Alcuni mi dicono: «Sei una di famiglia, eri sempre con noi». Oppure: «Dopo la voce di mia mamma, la tua è la voce più importante della mia vita». Mi dicono anche: «Hai illuminato la mia infanzia», «Sei il mio mito», «Io ti adoro», «Ascolto sempre la tua voce». Mi definiscono intramontabile, evergreen, una leggenda.

Grazie a questo amore del pubblico e al mio amore per la musica e per i miei amici fan, ho continuato a comporre musica, scrivere libri e fare molti programmi ancora oggi, dove racconto sia il mio mondo legato alla musica sia quello legato alla psicanalisi.

Vedo che i miei racconti, sia nelle musiche che compongo sia nella psicologia, vengono apprezzati perché aiutano a comprendere meglio se stessi per migliorare la vita.

Attualmente la musica ha preso il sopravvento nella mia vita e continuo a progettare brani nuovi.

Ho composto quindici brani sacri dedicati ad alcuni santi e quattro alla Madonna, che devono ancora uscire.

Poi ci sono le mie composizioni con storie d’amore, come Don’t Forget My Love, che sono a lieto fine. Ho scritto brani in portoghese brasiliano, come Minha Paixão, e altri devono ancora uscire.

Su richiesta dei miei fan ho scritto un brano dedicato al momento che viviamo tutti insieme quando cantiamo i brani classici e quelli attuali: Lady Clara - La mia voce ti accompagna.

Un brano latino dove canto in spagnolo ci voleva, allegro e amorevole, da ballare come una salsa o un merengue. Si intitola Baila mi Amor ed è già disponibile negli store digitali.

Sto lavorando sui miei brani nuovi e presto usciranno. Inoltre, nel campo della psicologia, ho scritto sette libri e adesso sto scrivendo un diario che riguarda la mia vita, anche naturalmente quella vissuta con la musica.

«SONO UNA PERSONA TOSTA»

Quando le chiediamo del futuro, Clara non fa l’elenco dei sogni rimasti nel cassetto. Parla invece di libertà. Una parola che sembra avere un peso particolare nella sua storia.


Hai costruito una vita nella quale musica, professione, cultura e rapporto con le persone continuano a intrecciarsi. Guardando al futuro, cosa desidera ancora realizzare Clara Serina, non soltanto come cantante, ma come donna?

Posso dire di essere una persona tosta, perché ogni mio desiderio di realizzazione lo inseguo finché si realizza.

Certo, a volte ad alcune cose devo rinunciare perché capisco che non fanno parte di ciò che deve essere. Ma fondamentalmente posso dire di essere felice per tutte le scelte che ho fatto, anche quelle più dolorose, che servivano a farmi proseguire in una vita basata sull’autonomia e sulla libertà.

Lavoro molto e sodo.

Oggi vorrei che il mondo fosse migliore e che le persone superassero l’istinto della cattiveria che purtroppo è insito in ogni essere umano e attivassero di più la parte della bontà e dell’aiuto al prossimo, con veracità e determinazione.

Faccio molte cose sul piano sociale, perché continuo ad aiutare molte persone. Adesso, con i programmi TV, web e radio, posso affrontare argomenti problematici e trasmettere una conoscenza che ho acquisito in cinquant’anni di lavoro, oltre a una propensione naturale che ho fin da bambina e che mi aiuta molto.

Ricevo molti ringraziamenti per questi programmi, dove racconto in forma biografica o autobiografica come riuscire a superare le proprie difficoltà, sia fisiche che psicologiche, emotive e spirituali.

Amo viaggiare e conoscere Paesi nuovi, nonostante ne abbia già visti più di sessanta. Do molto valore al saper imparare a gestire il proprio piano economico e al saper creare situazioni lavorative per migliorare la propria vita.

Amo essere sempre travolta dai miei progetti, che mi danno un gran daffare. Comunico a tutti di non rinunciare a ciò che amano fare, perché le difficoltà poi si superano.

LA VOCE CHE RESTA

La nostra conversazione finisce più o meno dove era cominciata: davanti a un microfono. Clara deve tornare al lavoro.

Le cuffie vengono sistemate, si parla ancora per qualche istante del brano. Poi la musica riparte.

Ed è curioso pensare che, più di quarant’anni fa, un’altra Clara si trovava davanti a un altro microfono per registrare una canzone destinata a cambiare una parte della sua vita. Non poteva sapere che quella sigla sarebbe sopravvissuta alle mode, ai palinsesti, ai dischi e persino al passaggio da una generazione all’altra.

Oggi Lady Oscar è ancora lì. Ma Clara Serina non vuole restare lì.

Ha nuove canzoni da pubblicare, quindici brani sacri dedicati ai santi, quattro dedicati alla Madonna, musica in portoghese e spagnolo, un diario da terminare, libri, programmi, concerti e altri Paesi che vorrebbe conoscere.

A più di quarant’anni dalla canzone che l’ha resa indimenticabile per una parte del pubblico italiano, la sensazione è che Clara non stia cercando di rincorrere ciò che è stato. Sta facendo esattamente il contrario: sta ancora andando avanti.

Prima di salutarci torna in mente il titolo di uno dei brani che ha scritto pensando proprio al rapporto con il suo pubblico: La mia voce ti accompagna.

Forse non avrebbe potuto scegliere parole più adatte.

Perché certe canzoni appartengono a un’estate, a una classifica, a una stagione della televisione. Poi lentamente scompaiono. Altre diventano un ricordo. E altre ancora fanno qualcosa di più raro: crescono insieme a chi le ha ascoltate.

La voce di Clara Serina, per quattro generazioni, ha fatto proprio questo.

E mentre nello studio la musica riparte e davanti al microfono c’è ancora lei, viene naturale pensare che quel viaggio non sia affatto finito.

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