Nel pomeriggio di lunedì 19 gennaio, il Liceo "Renato Cartesio" ha aperto le sue porte ad un folto pubblico di visitatori in occasione dell'annuale Open Day. L'Istituto, retto dalla dirigente Donatella Acconcia, è un solido punto di riferimento sul territorio con le sue sedi di Villaricca, Giugliano e Qualiano, e si conferma una realtà capace di coniugare armoniosamente la tradizione dei suoi indirizzi — Classico e Scientifico — con l'innovazione metodologica. Il tema portante di quest'anno è stato il “multiforme ingegno”, ispirato al celebre epiteto omerico polytropos riferito a Odisseo. Un concetto che la scuola ha saputo declinare come celebrazione dei talenti eterogenei dei propri studenti, capaci di spaziare tra discipline umanistiche, scientifiche e artistiche.
VILLARICCA: TRA RADICI CLASSICHE E FUTURO DIGITALE
Presso la sede di Villaricca, gli studenti, supportati dai docenti, hanno dato vita ad una serie di laboratori dinamici volti a orientare i futuri alunni verso una scelta consapevole. L’area umanistica ha riportato in vita le lingue classiche: un percorso interattivo ha mostrato la vitalità del greco attraverso letture e rappresentazioni sceniche, mentre le alunne della IV B Classico hanno elaborato giochi linguistici sulla comparazione tra il napoletano e il latino con ausilio del kahoot, nonché il memory di greco. Di particolare rilievo la presenza di diversi ex alunni, che hanno condiviso la loro esperienza universitaria, testimoniando l'efficacia formativa dell'istituto. La IV E ha sfidato i ragazzi delle medie, mettendone alla prova il multiforme ingegno, in un gioco a quiz sulle divinità olimpiche. Il dipartimento di filosofia ha affrontato temi di stretta attualità, interrogandosi sul distacco dei giovani dalla politica, analizzando il diritto al voto e i primi 12 articoli della Costituzione. Per la lingua inglese, la creatività è stata protagonista con il sonetto shakespeariano “My Mistress' Eyes” (tradotto anche in napoletano), una rivisitazione dell' “Otello” e vari giochi anche a tema vittoriano. In storia dell’arte, la V C Classico ha utilizzato la "Ruota dell’Arte" — strumento ideato dagli studenti stessi — per narrare l'attualità di grandi capolavori del passato. L'eccellenza scientifica ha brillato per innovazione: il dipartimento di matematica ha proposto un cruciverba interattivo sulle operazioni e dimostrazioni di coding con il robot intelligente Mbot 2, un saggio tangibile delle competenze digitali acquisite dagli studenti nel loro percorso di studi. Il dipartimento di scienze ha messo in campo esperimenti di estrazione del DNA dalla banana, reazioni redox e simulazioni di vulcani, accompagnati da modelli della doppia elica e dall'interpretazione teatrale di scienziati famosi. Ad arricchire l'Open Day, le coinvolgenti performance musicali della band e un applauditissimo tributo coreografico allo spirito olimpico, celebrato in particolare sulle note di Arisa con l'inno ufficiale Milano-Cortina 2026. Il grande afflusso di visitatori conferma la forza del modello educativo del Cartesio, dove la formazione disciplinare si completa attraverso l'espressione del talento e della creatività.
GIUGLIANO: UN VIAGGIO IMMERSIVO TRA REALTÀ VIRTUALE E MITI
Anche la sede di Giugliano ha celebrato il "multiforme ingegno" con un itinerario espositivo capace di spaziare dalle frontiere della tecnologia alla profondità del pensiero classico. La prima aula è dedicata ad un laboratorio di robotica, dove gli studenti hanno presentato robottini programmati per lo studio dei moti. Il percorso procede, poi, nel secondo laboratorio di informatica, dove sono stati presentati progetti di Digital Design e, attraverso l’utilizzo di visori, è stato possibile immergersi nella “Camera di Arles” di Van Gogh. Non si può parlare di multiforme ingegno senza menzionare il personaggio di Ulisse e la lingua geniale in cui, per la prima volta, sono state raccontate le sue imprese. L’aula di greco è stata, pertanto, un’occasione per celebrare l’eroe dal multiforme ingegno, sia attraverso una rappresentazione scenica del mitico incontro tra Ulisse e Polifemo sia grazie a un divertente gioco di memoria. Nell’aula di matematica i giovani ospiti sono stati invitati ad usare il proprio ingegno per risolvere equazioni, quesiti di logica e geometria, e per uscire dall’escape room, mentre nell’aula di italiano è stato realizzato un percorso esistenziale di Ulisse attraverso la letteratura ed il cantautorato. Il multiforme ingegno è stato descritto anche nell’aula di filosofia, attraverso il mito di Atteone tratto dagli “Eroici furori” di Giordano Bruno e attraverso la maieutica, le brachilogie e il metodo induttivo di Socrate: il tutto condito da una dose di sana ironia. Nell’aula di arte, gli studenti hanno messo in scena e descritto il gruppo scultoreo di Canova “Teseo sul Minotauro”, hanno raccontato il mito del Minotauro che si intreccia con quello di Dedalo e Icaro e quello di Teseo e Arianna. Nell’aula di inglese è stato messo in scena il “Frankenstein” di Mary Shelley, che incarna il concetto di genio multifattoriale, fondendo letteratura, scienza e filosofia. L’aula di latino, LatinaMente, è un laboratorio digitale interattivo in cui si “gioca” con le parole per scoprire quanto il latino sia una lingua ancora viva. Il percorso ha previsto altresì il laboratorio di scienze integrate, con la storica “bottega di Archimede”, con i manufatti realizzati dagli studenti nel corso degli anni mediante materiali poveri per lo studio della fisica, e con un “viaggio nella natura” attraverso l’utilizzo dei microscopi. E, come ogni anno, non poteva mancare la performance finale di canto, tradizionale saluto a cui i cartesiani tengono particolarmente.
QUALIANO: LA LUCE DELLA CONOSCENZA TRA SCOPERTA E INCLUSIONE
Nella sede di Qualiano, le aule si sono trasformate in spazi di scoperta, dialogo e partecipazione, illuminate dalla luce, intesa sia come fenomeno scientifico sia come metafora di conoscenza, inclusione e crescita personale. Nell’aula di italiano, il tema dell’uguaglianza è stato affrontato attraverso un flash mob: una breve rappresentazione capace di parlare al cuore, accendendo riflessioni profonde su diritti, rispetto e dignità umana. Il latino ha stupito con giochi di parole e percorsi espressivi che hanno mostrato come una lingua antica possa ancora oggi illuminare il pensiero critico, mentre l’inglese ha acceso una luce sul mondo contemporaneo attraverso esperienze comunicative capaci di mostrare come la lingua sia un ponte tra culture e strumento di comprensione reciproca. Le scienze hanno avuto un ruolo centrale grazie al laboratorio dal titolo evocativo “Chimicando con la vita”, in cui la luce si è fatta materia, energia e scoperta. I visitatori hanno potuto osservare esperimenti su miscele omogenee ed eterogenee, minerali conduttori di elettricità, la rappresentazione di geyser e modelli di molecole organiche e inorganiche. Attraverso la realtà virtuale, inoltre, è stato possibile indagare lo spazio, ampliando lo sguardo oltre i confini terrestri. Particolarmente significativa è stata l’esperienza del laboratorio CarteSIO, un’aula e laboratorio di inclusione in cui materiali di recupero hanno trovato nuova vita e la creatività si è affermata come strumento di espressione e valorizzazione delle capacità individuali. Momenti di forte intensità emotiva si sono vissuti nell’aula di religione, dove monologhi e rappresentazioni teatrali hanno affrontato temi di grande attualità come il bullismo e il femminicidio, invitando a una riflessione profonda sulla responsabilità individuale e collettiva. La matematica e la fisica hanno infine mostrato il volto più tecnologico della conoscenza: attività di logica al computer e simulazioni con software avanzati e visori hanno dimostrato come la luce possa essere anche calcolo, previsione e innovazione.




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