Giornalista pubblicista, conduttrice televisiva, presentatrice di eventi, voce e volto di tutto ciò che mette in primo piano cause sociali, si tratta di Magda Mancuso che, con professionalità, straordinaria forza comunicativa e profonda empatia conquista sempre più il cuore del suo pubblico. Ho l’immenso piacere di contattarla per ripercorrere con lei momenti salienti del suo percorso, una donna gentile con un bagaglio di intensa emotività.
Giornalista pubblicista, conduttrice televisiva e presentatrice di eventi sociali, culturali e artistici. Come ha inizio il tuo percorso professionale?
Il mio percorso professionale inizia tantissimi anni
fa, è partito in modo totalmente diverso rispetto a quello che faccio oggi
perché provengo da una famiglia di musicisti, mia mamma suonava benissimo il
pianoforte, viveva con noi in casa uno zio direttore d’orchestra e ho una
sorella tuttora insegnante di pianoforte, in casa si respirava arte. La mia
passione è sempre stata la musica, tant'è che ho iniziato cantando, all’età di
16 anni sono entrata in un gruppo femminile, eravamo tre ragazze le “Bagdad
Café Trio” e così è partito il mio percorso nel mondo artistico. Fino ai 22-23
anni ho sempre cantato, poi in quattro anni sono diventata mamma di tre bambini:
Antonio, Luciano e Alessandro, quindi questo lavoro ho iniziato a farlo
saltuariamente perché mi sono dedicata piacevolmente a loro. Intorno ai 31-32
anni mi sono rimessa in gioco e ho deciso di iniziare un percorso nell’ambito
della comunicazione, ho preso il tesserino di giornalista pubblicista e poi ho
iniziato a presentare programmi televisivi su varie emittenti tra cui diverse
di prima fascia.
Dunque, come
accennavi, sei mamma di tre ragazzi, come sei riuscita a conciliare il lavoro e
il ruolo di mamma?
Sono riuscita a tenere in equilibrio un po’ tutto
anche grazie alla mia famiglia di origine. Vivevo in una villetta in cui abitavano
anche i miei genitori e mia sorella Fiorella, quindi per me è stato facile
procedere nel lavoro perché ero aiutata da loro con i figli, avevo la fortuna
di avere proprio sopra di me mia mamma, il mio papà e mia sorella Fiorella che
tenevano i bambini quando lavoravo, a loro devo tanto.
Conduci e
promuovi attivamente iniziative legate all’impegno sociale. Quanto può essere
importante mettere a disposizione degli altri le proprie competenze?
Far parte di un mondo artistico mi ha agevolato molto,
ho maggiore possibilità di conoscere persone e organizzare eventi. Eventi fatti
in collaborazione con giornalisti, artisti di un certo spessore, professionisti
della medicina e, grazie anche alla credibilità che ho avuto attraverso la mia
forma di comunicazione, ho potuto portare a termine diversi progetti. Tutto
nasce da un desiderio profondo che ho sempre sentito ma che si è sviluppato
maggiormente dodici anni fa dopo la perdita di mia sorella gemella, Fiorella,
che purtroppo dopo un lungo periodo di depressione si è tolta la vita. Da lì ho
pensato di ideare un evento tutto mio a sostegno delle vittime della
depressione, porta come titolo proprio il suo nome “ Un pensiero per Fiorella
Fabiola”, non si parla di lei, ho inserito il suo nome come una sorta di preghiera
per tutte quelle persone che non ce l’hanno fatta. Un progetto portato avanti
con professionisti del mondo medico psichiatrico e altre figure professionali, a
breve ci sarà la IX Edizione che si svolgerà in Senato il 28 maggio grazie
anche all’appoggio del senatore Orfeo Mazzella che ha promosso questo tavolo di
discussione per le fragilità mentali e ha deciso di inserire all’interno il mio
evento. Lo spiacevole avvenimento di mia sorella mi ha fatto comprendere l’importanza
di aiutare il prossimo e soprattutto, nel caso specifico della depressione,
quanto possa essere importante arginare l’indifferenza, ascoltare chi abbiamo
di fronte per poter dare aiuto. Mi sono prodigata anche per molteplici eventi sempre
in maniera totalmente gratuita, a favore dei bambini, di ospedali come il “Santobono
Pausilipon”, per le vittime sulla strada, a favore degli anziani, dei canili, della Fibromialgia,
a tal proposito lo scorso ottobre è stata approvata la legge che riconosce la
fibromialgia come malattia cronica e invalidante, una legge promossa dalla già
consigliera regionale Roberta Gaeta e io sono stata la prima a creare un evento
in Campania, ho inaugurato la prima panchina viola, facendo anche una piccola
raccolta fondi da devolvere all’AISF. Impegnarmi nel sociale è stato anche un
modo per me per giustificare quanto accaduto, dopo questo lutto ho riflettuto
sul fatto che ognuno di noi nella vita avesse una missione, la mia missione è dedicare la
mia vita al prossimo.
A tal
proposito hai ricevuto diversi riconoscimenti. Quali sono state le emozioni nel
vedere premiata non solo la tua professionalità ma anche il tuo valore umano?
Sì, tra i vari riconoscimenti ho particolarmente a
cuore quello ricevuto proprio il mese scorso presso il Senato, dove l’Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud ,
Aree Fragili e Isole Minori, che riunisce 50 parlamentari di tutti gli
schieramenti politici, mi ha conferito un riconoscimento alla carriera con
questa motivazione: “Per l’impegno, la dedizione e la professionalità
giornalistica. Ha inoltre, contribuito con passione e competenza a numerose
iniziative benefiche, impreziosite dal suo talento e da grande umanità e una
visione che hanno lasciato un segno indelebile”. Una motivazione sottoscritta
dall’Onorevole Alessandro Caramiello (Pres. Intergruppo Parlamentare “Sviluppo
Sud” Aree Fragili Isole Minori), dal Dott. Colucci Stefano (Pres. XVII Comm.
“Arte”) e dal Dott. Giovanni Barretta (Pres. Tavolo Tecnico). I riconoscimenti
ricevuti per me sono semplicemente un motivo per continuare a fare quello che
faccio e soprattutto a farlo sempre meglio. Sono un incoraggiamento, non sono
un motivo di vanto assolutamente però è bello quando ti rendi conto che quello
che fai viene attenzionato dal prossimo, l’attenzione potrebbe sembrare
qualcosa di scontato, in realtà viviamo in un’epoca in cui tutto scorre velocemente,
dunque sapere che esistono persone che si soffermano su ciò che fai è veramente
importante, l’attenzione è realmente importante.
A sostegno
della lotta contro la violenza sulle donne. La tua voce diventa uno strumento
fondamentale per aiutare a denunciare…
Ho spesso moderato convegni dedicati alla donna, ho
sempre accettato prontamente perché penso che la la donna sia proprio il centro
dell’universo, non è solo il centro della famiglia, è colei che intanto mette
al mondo anche il maschio non solo la femmina, va rispettata, penso che noi
donne abbiamo una marcia in più, anche quando ci uniamo per fare qualcosa creiamo
sempre dei mondi meravigliosi. Diciamo che a volte tra donne purtroppo esiste
anche rivalità ma penso che una donna intelligente, quella che dà valore a
un’altra donna, sia qualcosa di splendido, che mi meraviglia ancora oggi. Le
donne sono coraggiose, nell’intimo noi siamo delle combattenti tutta la vita, e
quando trovo persone che organizzano eventi per sostenere e dare valore alla
donna ho un pensiero molto indicativo che va oltre il semplice evento. Sostengo
fermamente la lotta contro la violenza sulle donne, violenza che non dovrebbe
esistere e invito costantemente a denunciare al primo campanello d’allarme.
Guardando indietro
nella tua carriera, c’è un momento che hai maggiormente a cuore? E perché?
Quello che si è tenuto pochi giorni fa, il 16 maggio,
al “Salone Internazionale del Libro” di Torino dove ho presentato il mio nuovo
libro: “La verità dentro me” (De Nigris Editore). Un libro che racconta proprio
la storia tra me e mia sorella gemella
Fiorella. Io ho avuto tantissimi momenti emozionanti nel corso della mia
carriera, però quest’ultimo rappresenta per me anche una forma di rinascita.
Questo libro l’ho elaborato negli ultimi 12 anni. Nascere con una sorella
gemella è come sentirsi prescelte, è un legame viscerale. Ho dovuto elaborare
tutto il lutto, tutto il dolore, fare un percorso interiore particolare per
superare questi momenti anche se non sono mai entrata in depressione. Ho avuto
dei momenti bui, momenti di lucidità, di serenità sicuramente, ma quanto
accaduto mi portava, anche se non era necessario, dei sensi di colpa, mi facevo
delle domande. Dopo questo viaggio interiore per cercare di tirar fuori dalla mia
anima i sentimenti, le emozioni più belle, ho ultimato questo libro, nel
momento in cui ho sentito di essere sanata, e non perché ho dimenticato il
dolore, ma perché ho capito che il dolore nella vita ha un senso ed è proprio quello
di dare un senso alla vita. Grazie al dolore ho compreso l’importanza del
vivere bene, quanto sia importante non portare rancore, cercare di coltivare
rapporti. C’è una consapevolezza finale che è quella che l’amore non muore, non
finisce mai, resta dentro, anche se una persona non c’è più. Cambia, si
trasforma in una forma più alta, quella spirituale. Quest’evento per me è stato
quello più importante perché è una rinascita della mia vita.
In merito
alla tv… Si è appena conclusa del la terza edizione de “La Patata Bollente”…
“La Patata Bollente” nasce tre anni fa da un’idea mia
e del giornalista Diego Paura, un programma di intrattenimento nel quale si
parla un po’ di tutto come cultura, sociale, diamo voce soprattutto alla
musica, alla cultura partenopea, alle tradizioni, attraverso cui cerchiamo di
lasciare una morale, un insegnamento. E torneremo nuovamente l’anno prossimo…
Un sogno da
realizzare?
Non ho un sogno nel cassetto, tutto quello che vivo
quotidianamente è un obiettivo raggiunto. Accolgo tutto quello che mi arriva a
volte anche in maniera inaspettata, vivo giorno per giorno per ciò che mi giunge.
Sento che la vita ha qualcosa in serbo per me e c’è chi mi protegge e mi
assiste dall’alto. Quando si perdono delle persone care, cambia la prospettiva
di vita, vedi la vita diversamente, la quotidianità diventa un dono.
Cosa senti
di consigliare soprattutto alle più giovani che intendono intraprendere il tuo
percorso?
Mi sento di dire che bisogna studiare, soprattutto
nella vita è importante avere delle passioni che si possono carpire già da
piccoli ma è necessario approfondire il talento con lo studio. E’ molto
importante la cultura, leggere tanto, viaggiare per conoscere le culture di
altri luoghi e principalmente conoscere le proprie origini, perché conoscendo le
proprie tradizioni riusciamo a definire il presente e proiettarci al futuro con
positività. Facendo tutto mettendo sempre alla base l’amore.
Progetti
futuri?
Sarò presente come dicevo al Senato il 28 maggio per
la IX Edizione di “Un pensiero per Fiorella Fabiola”, ci saranno altri eventi a
cui prenderò parte, per tutte le novità ed aggiornamenti ci si può avvalere di
tutte le mie pagine presenti sui vari social.
L’intervista volge al termine. Saluto e ringrazio Magda per la disponibilità e per aver accarezzato con le sue parole i miei pensieri.
Procedere guardando al presente. Traendo il meglio dalla semplicità delle cose, vivendo le emozioni più intense. L’amore per creare lo sfondo più bello alla vita perché… “L’amore non muore, si trasforma”. Amore che innalza e regala un sorriso se volgiamo gli occhi al cielo…
a cura di Margherita Saporito






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