Un caffè e nulla rimane in sospeso con “MA SERIO”: il nuovo singolo di Luca Blindo!

 



“E detti antichi nun sbagliano maje”! Lo dice Luca Blindo nel suo ultimo singolo “MA SERIO” e… se devo dirla tutta, lo credo anch’io. Si pensa a una semplice intervista, ma forse è qualcosa in più. Ormai quando c’è un nuovo progetto, come da routine contatto Luca che, anche a tarda ora, si sottopone alle mie domande con garbo e senza esitazione. Procediamo subito perché entrambi probabilmente abbiamo la consapevolezza di dover andare oltre a quello che potrebbe rappresentare soltanto un modo di dire o, adesso, un tormentone. “MA SERIO” non è stato fissato lì tra le parole a caso, invita a fare un salto al di là delle apparenze, al di là di una dimensione effimera, invoglia a scavare nel profondo. Tocca temi importanti, delicati, fa riflettere e ti porta per mano in “quel viaggio introspettivo”…



È uscito il 4 luglio su Youtube e tutti i digital store “MA SERIO”, il tuo nuovo singolo scritto da te, registrato, mixato, masterizzato e prodotto da Romì. Come nasce e cosa intende trasmettere?

Nasce quasi per gioco, per scherzo nel senso che… Ero con il mio amico Romì, non ci vedevamo da quasi 10 anni, ci eravamo visti per un caffè, con noi c’era un altro amico, Francesco. Tra una battuta e l’altra si ripeteva sempre questo modo di dire: “MA SERIO”, è inutile aggiungere che mi è scattata la scintilla. Iniziavo a citare i vari proverbi napoletani e dicevo: “OVER” e loro risponedavo: “MA SERIO, MA SERIO!”. Ne è venuto fuori un brano che riporta tante realtà, metafore che vanno ad abbracciare varie fasce sociali importanti. La mia musica si pone dalla parte degli “ultimi”, intende valorizzare chi non viene mai valorizzato, dà voce a chi voce non ha. Nel brano attraverso le varie citazioni e appunto metafore e modi di dire, vado a toccare varie problematiche, parlo di disoccupazione, della “Terra dei fuochi”, un problema ancora esistente nonostante non se ne parli, sino a mettere in evidenza le difficoltà della vita quotidiana in cui talvolta ci si trova a fronteggiare la violenza di ogni genere con le varie ingiustizie.

In circa due settimane, il videoclip uscito su YouTube conta più di 23000 visualizzazioni. Ti aspettavi questo riscontro? E cosa apprezza secondo te il pubblico di “MA SERIO”?

Mi aspettavo questo riscontro, perché quando scrivo un brano e sono convinto di andare avanti nel progetto per poi pubblicarlo, è perché credo sua nella potenzialità e sono convinto che possa avere successo, se non sei convinto prima tu e non sei tu il primo a crederci , nessuno ci crede. Bisogna partire con convinzione e anche con un pizzico di presunzione in certi casi. Non mi aspettavo però che in solo 4 giorni potesse raggiungere tante visualizzazioni, continuando poi a salire. Secondo me il pubblico, soprattutto chi mi segue da tempo, apprezza “MA SERIO” perché apprezza me e in questo nuovo lavoro rivede me. Partendo da “BANG BANG”, le persone hanno accolto calorosamente il mio ritorno nel fare rap in un certo modo. E’ stato come ricevere un regalo dopo tanto tempo che non ne ricevi. Amo sperimentare anche altri generi musicali, perché fanno parte della musica, creano nuovi stimoli, ma quando fai quello che senti al 100% tuo, il pubblico lo recepisce.

Tra i vari temi citati, metti in risalto proprio la “Terra dei fuochi” avvalendoti di versi mirati a sensibilizzare verso un argomento estremamente importante…

E’ stata una scelta intenzionale scrivere: “Introspettivo, ciò che scrivo. Fa male come un rifiuto radioattivo, che brucia il respiro, ispiro, la terra fuma più di Bob Marley a San Siro”. “Introspettivo” perché ogni volta che scrivo un brano è come se donassi al pubblico un pezzo del mio cuore. Ho citato la “Terra dei fuochi” perché ritengo sia importante mettere in risalto questa problematica. In merito a questa parte del testo, alcuni hanno persino frainteso ciò che volevo dire nella mia metafora che era riferita al concerto tenuto da Bob Marley il 27/6/1980 a San Siro dove, attraverso filmati storici, sembrava di vedere più fumo che persone, da qui l’accostamento alla terra che fuma e continua a inquinare. Credo che invece il riferimento sia abbastanza chiaro, parlo di tutto ciò che può essere estremamente nocivo.

E anche stavolta… La musica come mezzo di denuncia, attraverso ironia e sarcasmo focalizzarsi su aspetti di grande rilievo. La musica per attirare l’attenzione, come mezzo di speranza, perché anche grazie ad essa qualcosa possa cambiare…

La musica è il mezzo più diretto che posso usare. Per trasmettere determinati concetti potrei magari avvalermi di altri modi ma non avrebbero lo stesso impatto. Un brano resta impresso nel tempo, anche se passano gli anni, se si va a riascoltarlo, riaffiorano ricordi, emozioni, sensazioni.

Anche il video ufficiale prende, cattura, le immagini sembrano completare il messaggio…

Sì, il video è stato curato da Sannino C.M.G Production e illustra fedelmente ciò che voglio trasmettere. Le immagini, i colori, lo stile delle riprese richiamano molto i video americani degli anni ’90, dei ghetti americani, mette in risalto la veracità. Lo scopo è quello di far arrivare il messaggio in modo diretto, non costruito. Le parole, le rime, il testo, le emozioni partono dalla strada e arrivano a delle persone che la vivono, o che la possono immaginare ma non la comprendono appieno, o a chi vuole giudicare determinate dinamiche. In merito al video, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare i partner – sponsor che ne hanno contribuito alla realizzazione : “Katymen Dance” e “Fonte Itala Chiarissima”.

Nel brano ritroviamo detti antichi che tante volte sembrano sintetizzare al meglio ciò che si vuole trasmettere in chiaro. Ma è vero che non sbagliano mai?

Sì, infatti come dico all’inizio della seconda strofa: “E detti antichi non sbagliano mai, sai, salto tra le siepi oro come Mutai”, Abel Mutai è un atleta siepista keniota, una leggenda dello sport che ha conquistato l’oro olimpico nella sua disciplina, ho fatto riferimento anche alla “selva” della Divina Commedia, quindi c’è un nesso tra mitologia, storia, eroi che vengono dal niente e hanno portato prestigio al popolo, per far capire che i detti non sbagliano, perché in poche parole raccolgono ciò che si vuole dire, semplificano. Da qui la scelta di inserirli nel brano proprio perché racchiudono tutto quello che vogliono dire le strofe.

Progetti futuri?

Il 29 luglio alle 21:00 ci sarà presso “Villa Domi” di Napoli il debutto del Primo Musical Interattivo al mondo “CHOOSE”, sarò nel cast come leitmotiv principale dello spettacolo. Salire sul palco sotto un’altra veste mi consente di vivere una nuova sfida artistica, di mettermi alla prova, è una grande emozione e sono molto entusiasta di lavorare accanto a professionisti del settore come Max Farace che ha curato la regia teatrale, Antonio Centomani che ha curato la regia televisiva e Dirce Stocchetti che ha curato la direzione artistica. Per il resto proseguirò con il tour estivo, ci saranno vari eventi e occasioni a cui prenderò parte, per tutte le novità ed aggiornamenti ci si può avvalere delle mie pagine presenti sui vari social.

Qui attendo una risposta gentilmente senza pensarci troppo…
Immagina di avere adesso quel caffè davanti proprio come in quel momento, ti sale la “capata” e… C’è qualcosa che è rimasto in sospeso da dire?

Sì, tante cose. Il primo testo di “MA SERIO”che è stato scritto era composto da 3 strofe ma durava troppo, per questioni di tempistica l’abbiamo raccolto in 2 strofe. Mi sono tanto autocensurato, diciamo che è rimasto in sospeso… il 50%! Comunque con questo brano “mi sono tolto parecchi sassolini dalle scarpe” facendo riferimento a varie situazioni mie personali, artistiche, che riguardano la società che non mi stanno bene ed altre circostanze scritte nel testo. Sono contento del fatto che nonostante si tratti di un brano con sonorità tanto rap, tanto old school degli anni ’90, nonostante sia così articolato tecnicamente con citazioni, personaggi magari da studiare, il pubblico l’abbia recepito alla grande facendolo sempre più suo.



Terminano le domande. Ringrazio Luca perché quel “viaggio introspettivo” l’ho fatto un po’ anch’io.

E adesso ci si aspetta che a concludere l’intervista ci sia un concetto a cui possa subito legarmi per terminare brillantemente con un deciso “MA SERIO”!

E invece…

Quando dall’altra parte c’è chi “Arriv ngopp e’ stelle”, nulla è scontato.

Ci sono versi, rime, immagini, suoni che toccano e se si rimane a pensare, ci si accorge di quanto l’arte possa realmente scuotere, cambiare, ancora una volta emozionare. Questo Luca l’ha capito molto bene! Faccio mie alcune parole del testo, opera che in ogni punto emana luce.

Perché se ci si vuole fermare alla mera apparenza, se tutto questo può sembrare troppo… Sia pur così, ma… “Be quiet, si nun saje e che sto parlann”!


articolo a cura di Margherita Saporito
foto e video a cura di Sannino C.M.G Production

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