A 17 anni, Nicola Rescigno sa già una cosa con certezza: senza musica non ci vuole stare.
Oggi Nicola studia canto e pianoforte, scrive inediti, si esibisce live con altri giovani musicisti e sogna in grande, anzi, sogna in stadio. Il Maradona, per essere precisi. Nel mezzo, un percorso fatto di concorsi, palchi, pubblico che lo ha applaudito fin dalle prime esibizioni, e un provino negli studi Mediaset di Roma per Amici di Maria De Filippi che ha lasciato il segno.
Al Rumore Bim Festival - il contest dedicato a Raffaella Carrà - è arrivato in finale. "Per la prima volta mi sono messo in gioco con tante altre persone," racconta. "Grazie alla giuria ho capito come migliorarmi sempre di più."
Pop e rap, Ultimo e Rocco Hunt come stelle polari. Una generazione che non aspetta il permesso per sognare.
Abbiamo incontrato Nicola per parlare di musica, di paura, di inediti e di cosa direbbe a quel bambino di sette anni che ancora canta davanti a uno schermo.
- Tutto comincia a 7 anni con il karaoke. C’è un momento preciso in cui hai capito che la musica stava diventando qualcosa di più serio?
Si, quando ho iniziato ad esibirmi davanti al pubblico in diverse manifestazioni e da subito c’è stato un riscontro positivo da parte delle persone che erano lì ad ascoltarmi e ad apprezzare la mia musica
- Canto, pianoforte, chitarra classica: tre strumenti con anime molto diverse. C'è uno che senti più “tuo”?
la voce perché è sempre stata sin da bambino il mio più importante mezzo di comunicazione ma anche il pianoforte perché attraverso esso mi accompagno i miei brani e compongo nuove melodie
- Hai partecipato a numerosi concorsi e manifestazioni, arrivando anche in finale al Rumore Bim Festival. Quale esperienza ti ha insegnato di più e perché?
Sicuramente rumore bim festival è stata una delle mie esperienze più importanti perché per la prima volta mi sono messo in gioco con tante altre persone e dove grazie alla giuria ho capito come migliorarmi sempre di più
- Tra i momenti più significativi del tuo percorso c’è il provino per Amici negli studi Mediaset di Roma. Che ricordo conservi di quella giornata?
È stata una giornata piena di emozioni dove c’era tanta voglia di mostrare le mie capacità davanti a una giuria televisiva.
Entrare negli studi Mediaset, vedere quei corridoi che ho sempre visto in TV, mi ha fatto capire che ero vicino a un sogno che da qualche anno sto inseguendo
- Hai citato Ultimo e Rocco Hunt come riferimenti: uno introspettivo e melodico, l'altro legato alle radici napoletane e al rap. Quanto di entrambi senti nei brani che stai scrivendo adesso?
Ultimo è l’artista che sento più vicino al mio modo di scrivere perché nei suoi testi affronta tematiche importanti come: l’amore in tutte le sue forme ma anche la solitudine, il desiderio di essere capiti dagli altri e dove il più delle volte mi ci ritrovo. Anche Rocco Hunt è un altra mia fonte d’ispirazione perché racconta la vita vera, quella che si vive per strada, in famiglia, nel quartiere, tra sacrifici e sogni
- Molti ragazzi della tua età inseguono sogni artistici ma spesso si scoraggiano davanti alle difficoltà. Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato finora?
La sfida più grande da quando ho intrapreso questo percorso è stata la paura di non essere all’altezza, soprattutto quando mi confrontavo con ragazzi più grandi o più esperti però grazie alla mia determinazione e alla mia voglia di salire sul palco ricordavo che stavo inseguendo il mio più grande sogno dove dovevo mostrare il meglio di me
- Frequenti il liceo musicale: quanto ha influito questo ambiente sulla tua crescita e sulla tua visione della musica?
Il liceo musicale è stato un ambiente molto importante per il mio percorso perché mi ha dato modo di conoscere tanti ragazzi con i quali condividere la stessa passione e intraprendere diversi progetti musicali .
Grazie al liceo musicale ho ampliato le mie conoscenze oltre che per lo strumento anche di altre importanti materie come :storia della musica, tecnologie musicali e composizione.
È stato di grande aiuto anche far parte di un’orchestra e del coro con i quali abbiamo partecipato in diversi teatri, chiese e piazze
- Stai lavorando a inediti. Di cosa parlano? C'è un tema che ti torna spesso quando scrivi?
Sto scrivendo alcuni miei brani dove affronto diverse tematiche ma quella che più mi torna è quella dell’amore in tutte le sue sfumature:
non solo la parte bella, ma anche quella che fa male ,che ti mette alla prova, ti cambia e ti insegna tanto.
Mi piace raccontare sia la luce che le ombre
- "Non so dove mi porterà questa strada, ma so che senza musica non ci voglio stare." Hai scritto questa frase tu stesso. A 17 anni, con tutto quello che comporta scegliere la musica, hai mai avuto paura?
Si, diverse volte ho avuto paura di non raggiungere i miei obbiettivi...So bene che in questo percorso incontrerò tanti ostacoli ma sono sicuro che grazie alla mia determinazione e alla mia ossessione per la musica non potrò mai lasciarla
- Di fronte a te c'è un bambino di 7 anni che sta cantando con il karaoke. Gli vuoi dire qualcosa?
Si! Di non arrendersi mai e di inseguire sempre la propria passione, senza avere piani B ma avendo un solo focus e che con il giusto impegno si possono raggiungere grandi risultati.
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