“Sirena” è un brano che racconta gli archetipi storici della figura femminile attraverso la mitologia della sirena e della rusálka, figura al contempo desiderata e demonizzata. La canzone mette in luce l’ambivalenza con cui la cultura patriarcale ha spesso interpretato la natura libera e indomabile della donna, trasformandola in una minaccia da additare o confinare in cliché come quelli della “femme fatale” o della “strega”.
Il brano dialoga con una ricca tradizione iconografica, letteraria e musicale — dai dipinti di Klimt e Chagall alle opere di Dvořák e Wagner, fino alle pagine di Andersen e Nabokov. Tuttavia, “Sirena” reinterpreta questo immaginario in chiave contemporanea: al centro non c’è più l’ossessione maschile, ma la consapevolezza femminile e il riscatto della propria narrazione.
Sul piano sonoro, il pezzo prende vita tramite la voce di Vanessa Berni, sorretta dall’arrangiamento di Anastasia e dalla produzione in studio di Fabio Vaccaro. La traccia costruisce un paesaggio sonoro cinematografico e fiabesco, combinando flauti etnici, effetti di ambiente, riverberi e un tocco rituale di arpa celtica.
Un elemento centrale è il sound design plurilingue: l’inserimento di frammenti parlati e sussurrati in diverse lingue (incluso il russo, lingua madre dell’autrice) trasforma “Sirena” in un coro di identità femminili senza confini geografici.
Il risultato è un ibrido musicale sofisticato che fonde ambient elettronico, suggestioni world e scrittura cantautorale. “Sirena” non si limita così a rievocare un mito classico, ma lo decostruisce e lo restituisce con forza dalla prospettiva di una donna che riprende il controllo della propria storia.
