Napoli, 16 settembre 2026 – Oltre i dati tecnici del nuovo programma di esercizio EAV, presentato questa mattina alla stazione di Porta Nolana dal Presidente della Regione Campania Roberto Fico, dal Vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo e dall’Amministratore Unico di EAV Pietro Diamantini, emerge una verità fondamentale: da qui prende forma un’infrastruttura strategica per il futuro turistico ed economico del territorio. Annunciare dieci treni aggiuntivi e un servizio cadenzato ogni trenta minuti a partire dal prossimo 17 ottobre non equivale semplicemente a riorganizzare la mobilità. Significa offrire a Napoli la concreta opportunità di esprimere il suo pieno potenziale come capitale internazionale del turismo, degli eventi e dello spettacolo, garantendo a residenti e visitatori un’alternativa di spostamento efficiente e quotidiana.
La Vesuviana è la spina dorsale del turismo campano
Le Linee Vesuviane non sono una ferrovia periferica: sono l’unica infrastruttura su ferro che collega in modo diretto Napoli a Ercolano, Pompei, Torre del Greco, Castellammare e alla Costiera Sorrentina, cioè al cuore del turismo internazionale della regione. Milioni di visitatori ogni anno affidano a questi convogli il viaggio verso gli scavi archeologici e il mare, e altrettanti pendolari li usano ogni mattina per lavorare a Napoli. Un servizio che passa da 224 a 280 corse giornaliere, con 68 collegamenti al giorno tra Napoli e Sorrento (34 diretti per senso di marcia, fermate a San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano Scavi, Torre del Greco e Torre Annunziata, 75 minuti di percorrenza) non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra un turista che sceglie Napoli come base e un turista che la salta per raggiungere la costiera in pullman o in auto, contribuendo al traffico e all’inquinamento che oggi penalizzano la città.
A questo si aggiungono i 192 collegamenti giornalieri tra Napoli e Torre Annunziata (un treno ogni 10 minuti su San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano Scavi e Torre del Greco) e le 60 corse su Napoli–Sarno, con un treno ogni 15 minuti verso Poggiomarino. È l’ossatura su cui si regge la mobilità di un intero comprensorio che vive di turismo, agricoltura e artigianato, e che finora ha pagato la propria distanza da Napoli in termini di occasioni perse.

Turismo, spettacolo e concerti. Non solo per chi va al lavoro
C’è poi un secondo livello, forse ancora più decisivo per il futuro della città: Napoli è ormai stabilmente tra le tappe italiane dei grandi tour internazionali, ospita eventi allo stadio Maradona, concerti, manifestazioni sportive e culturali che richiamano decine di migliaia di persone anche dai comuni vesuviani e dalla costiera. Un orario cadenzato ogni 30 minuti, con partenze sempre agli stessi minuti e non più legate a una tabella difficile da consultare, è esattamente ciò che serve a chi arriva in città per una serata di spettacolo e vuole sapere, senza pensarci, a che ora tornerà a casa. Un sistema di trasporto pubblico che si può “imparare a memoria” è un sistema che invoglia a lasciare l’auto a casa anche per un evento occasionale, non solo per la routine quotidiana.
Con 39.872 posti a sedere e 171.988 posti complessivamente offerti ogni giorno sulla rete, la capacità di assorbire picchi di domanda per andare a una partita, un concerto, una festa patronale, cresce in modo strutturale, non emergenziale.
Chi lavora a Napoli e non ha la macchina: la vivibilità passa da qui
Il terzo fronte è quello meno raccontato ma altrettanto centrale: la vivibilità quotidiana di chi a Napoli lavora, studia, si cura, e che oggi dipende da un servizio ferroviario spesso percepito come inaffidabile. I 10 nuovi elettrotreni ETR 300, primi di una fornitura complessiva di 56 treni Stadler, portano videosorveglianza attiva, maggiore disponibilità in linea e minori guasti; il potenziamento dell’ intermodalità nell’area sorrentina – con 6 autobus dedicati e le linee 008 e 009 che passano rispettivamente da 20 a 15 minuti e da 30 a 15 minuti di frequenza riduce i tempi morti di chi deve prendere un bus dopo il treno. Per chi non possiede un’auto, o semplicemente non vuole restare intrappolato nel traffico che soffoca Napoli e il suo hinterland, questo significa poter contare su un’alternativa reale, non di ripiego.
Il Presidente della Regione Campania Roberto Fico ha inquadrato l’intervento come parte di un percorso più ampio: “
Oggi facciamo un passo importante per migliorare concretamente il trasporto pubblico sulle Linee Vesuviane. Dieci nuovi treni entrano in servizio e dal 17 ottobre avremo un nuovo orario, più semplice e regolare […] Quello di oggi non è un punto di arrivo, ma un ulteriore tassello nel percorso di rilancio di EAV e della mobilità regionale che vogliamo portare avanti con serietà e continuità.
Il Vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo ha puntato sui numeri del potenziamento, 56 corse in più rispetto al 2025:
La nostra idea di mobilità è chiara: un servizio più affidabile, con più corse e tempi di attesa ridotti. Il nuovo orario, con la ciclicità a 30 minuti e 280 corse giornaliere, va in questa direzione: un sistema più semplice, regolare e vicino alle esigenze di pendolari, studenti, lavoratori e turisti.
L’Amministratore Unico di EAV Pietro Diamantini ha voluto dare all’operazione un respiro più ampio, quasi identitario per l’azienda:
Quello che presentiamo oggi non è semplicemente un nuovo orario ferroviario e non sono soltanto nuovi treni. È l’avvio concreto di una nuova fase per EAV […] Il cliente deve tornare a essere il centro delle nostre decisioni”. Diamantini ha ringraziato “le colleghe e i colleghi di EAV, che sono il volto quotidiano dell’azienda”, chiudendo il suo intervento con quella che ha chiamato “una promessa semplice”: “EAV vuole diventare un’azienda che non chiede al cliente di adattarsi al servizio, ma che lavora per costruire un servizio sempre più capace di adattarsi alle esigenze del cliente […] Il 17 ottobre non inauguriamo soltanto un nuovo orario. Iniziamo a rendere visibile una nuova idea di EAV.

Napoli al bivio: dall’infrastruttura al destino della città
Le parole pronunciate oggi a Porta Nolana raccontano un progetto industriale. Ma la posta in gioco, per Napoli, è più grande dei chilometri di binari o dei posti a sedere: è la possibilità di trasformare un vantaggio geografico e culturale unico: mare, archeologia, musica, eventi, storia in un vantaggio competitivo reale, sostenuto da un trasporto pubblico che funziona. Una città che si può vivere senza auto, che si può raggiungere in treno per un concerto o per gli scavi di Pompei, che offre a chi ci lavora un’alternativa dignitosa al traffico, è una città che può finalmente giocarsi fino in fondo la partita del turismo e degli eventi su scala nazionale e internazionale. Il nuovo orario del 17 ottobre non è la soluzione definitiva a decenni di ritardi infrastrutturali, ma è, nelle parole degli stessi protagonisti, un tassello concreto. Perché Napoli possa davvero occupare il posto che le spetta, quel tassello dovrà essere seguito da altri, con la stessa serietà e continuità richiamate oggi dalle istituzioni.




