Dal 30 ottobre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Controtempo”, il nuovo singolo di Gio DeCaprio per Jazzy Records.

Una rumba jazzata sul tempo imprevedibile dei sentimenti: «Controtempo» racconta l’istante esatto in cui un ricordo smette di appartenere al passato e torna a scombinare il presente. Nel nuovo brano, Gio DeCaprio dà voce a un amore che resta aggrappato alle cose, ai gesti e alla memoria del corpo: una vicenda che la ragione credeva archiviata, ma che basta un dettaglio a riaccendere.

La scrittura procede per quadri cinematografici nitidi: i vetri appannati di un treno all’alba, un biglietto lasciato sul comò, l’odore rimasto su un cuscino vuoto. Tracce concrete di un’intimità interrotta, dove perfino il desiderio resta sospeso nel «respiro sincopato di un amplesso» senza concessione di un dopo. Sullo sfondo affiora una nostalgia asimmetrica e pungente: la consapevolezza che un legame non continua a vibrare allo stesso modo per entrambi.

Il perno concettuale del pezzo è una presa d’atto: «il cuore non è un metronomo». Lontano dai cliché romantici, il verso sancisce l’autonomia anarchica delle emozioni. Nelle variazioni del ritornello, il cuore prima si smarrisce nei vicoli della memoria, poi batte in levare e infine detta la propria andatura, ricordandoci che spesso la scelta è già avvenuta prima ancora di averla ponderata.

L’impianto sonoro traduce questa tensione emotiva in movimento e sensualità: il lessico musicale (sincope, metronomo, levare) diventa metafora esistenziale. L’ironica menzione al «batterista bravo» strappa un sorriso amaro ricordando che conoscere il tempo non basta a controllarlo, mentre l’assolo di sax soprano raccoglie il testimone della voce, lasciando che sia la melodia a raccontare ciò che le parole non possono più dire.

Dopo l’ironia teatrale di Santo Subito, Gio DeCaprio svela la sua dimensione più intima. Da cantastorie delle seconde possibilità, l’artista affronta qui una piega meno rassicurante: ciò che ritorna non porta necessariamente una soluzione, ma impone di fare i conti con ciò che si prova ancora. In «Controtempo», trovarsi fuori sincronia significa proprio questo: accorgersi che il presente procede a un certo ritmo, mentre il cuore ne batte ostinatamente un altro.

Spiega l’artista a proposito del brano: «In Controtempo ho giocato proprio sul rapporto fra musica e sentimento: la rumba, il levare, la sincope, il metronomo diventano immagini di un cuore che non sta mai perfettamente dove dovrebbe. La musica segue questa instabilità, la asseconda, la rende movimento. Perché a volte basta spostare un accento per cambiare completamente il senso di una frase. E succede lo stesso nella vita.»

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