Il brano “Caro Vecchio Neon”, primo estratto dall’omonimo album di prossima uscita, prende il nome dal racconto di David Foster Wallace contenuto nella raccolta Oblio. Un intenso monologo interiore che riflette sull’inautenticità percepita e su una consapevolezza che, anziché liberare, finisce per intrappolare.
Musicalmente, la canzone si sviluppa su un ritmo di batteria ossessivo e sincopato, che sostiene chitarre e synth in una tensione costante, destinata più ad accumularsi che a esplodere. Nel ritornello la voce si domanda: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». La risposta è un invito a rinunciare al sogno di diventare ogni cosa, ad abbandonare la convinzione che «tutto ciò che conta è solo ciò che è mio» e a trovare, finalmente, il coraggio di essere sé stessi.
Spiega la band a proposito del nuovo brano: «Questo brano rappresenta bene il punto da cui siamo partiti per costruire il disco. Dentro ci sono molti degli elementi che caratterizzano il nostro modo di scrivere: le doppie voci, le chitarre sature, una struttura ritmica tesa e l’alternanza tra parti più dirette e momenti più sospesi.
Durante la lavorazione abbiamo riscritto e modificato diversi passaggi, soprattutto in studio, cercando di non rendere il pezzo troppo ordinato o prevedibile. Joey Santoro e Andrea Caccese ci hanno aiutato a mettere a fuoco il suono senza ripulirlo eccessivamente, mantenendo le asperità e le imperfezioni che per noi erano importanti.
