La Fondazione Pietà de’ Turchini, in sintonia con la propria vocazione alla ricerca, tutela e promozione del patrimonio della grande tradizione europea e in particolare di quello napoletano, presenta il 17 aprile, alle ore 20.30, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena di Napoli, Cortocircuito, nuova produzione che ha per protagonista il duo composto da Elisa Citterio, violino barocco e Stefano Demicheli, clavicembalo, con la collaborazione di Interno5 Danza, attraverso la partecipazione di Maria Rosaria Napolano, Gerardo Pastore, Gerardo di Pietro, in qualità di performers sulle coreografie di Antonello Tudisco.
L’album è disponibile in formato
fisico e digitale dal 15 aprile
La Fondazione Pietà de’ Turchini è
oggi una delle realtà più autorevoli nella ricerca, tutela e diffusione
del patrimonio musicale storico di Napoli. Con un lavoro sistematico e
rigoroso, la Fondazione indaga in particolare la tradizione barocca e la
Scuola napoletana, riportandone alla luce repertori spesso dimenticati e
mettendone in evidenza i profondi legami con la coeva produzione musicale e
teatrale europea. Negli anni ha costruito un vero e proprio “sistema
Turchini”, un ecosistema culturale articolato che comprende progettazione
artistica, produzione, editoria e discografia – dalla casa editrice Turchini
Edizioni alla label Turchini Records – che consente di promuovere in piena
autonomia capolavori raramente eseguiti e di restituire centralità a un
repertorio che ha segnato in modo decisivo la storia musicale europea.
Nel solco di questa missione esce
il 15 aprile per Turchini Records l’album Absolute Parthenope,
disponibile in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali, un progetto
che racchiude il vertice del repertorio strumentale napoletano del
Settecento e ne celebra la forza innovativa, la brillantezza virtuosistica
e la sorprendente modernità espressiva. Il disco propone il Concerto per
violino con ripieni di Angelo Ragazzi, il Concertone
per violino solo di Emanuele Barbella, una Sonata
di Nicola Matteis Jr., il Concerto n. 8 di Francesco
Scarlatti e il Concerto per violoncello di Nicola Antonio
Giacinto Porpora. Alcuni di questi brani vengono eseguiti per la prima
volta in assoluto in epoca contemporanea, a testimonianza del lavoro di scavo
musicologico e di ricostruzione che è cifra distintiva della Fondazione.
L’album è diretto dal direttore musicale Stefano Demicheli, anche al
clavicembalo, e interpretato dalla violinista solista Elisa
Citterio, dalla violoncellista solista Catherine Jones e dai Talenti
Vulcanici, ensemble nato in seno alla Fondazione e formato da
giovani musicisti specializzati nel repertorio storico, insieme mettono in
musica pagine di straordinaria complessità tecnica e forza espressiva,
valorizzando la scrittura concertante con sensibilità stilistica e brillantezza
virtuosistica.
Absolute Parthenope restituisce, secondo quanto
emerge dalle approfondite note di copertina a cura di Guido Olivieri, l’immagine di Napoli come capitale
musicale, un ponte ideale tra Nord e Sud Europa, tra arte di corte e vita
pubblica, tra tradizione e cosmopolitismo. È un affresco sonoro in cui il
concerto napoletano si rivela linguaggio identitario e insieme internazionale,
capace di intensità teatrale e raffinatezza tecnica.
Infatti, all’inizio del XVIII
secolo Napoli si afferma come centro musicale europeo di primo ordine
in seguito al dominio asburgico, instaurato nel 1707, che favoriva un’intensa
rete di scambi con Vienna aprendo nuovi orizzonti politici e culturali. È in
questo clima che nasce una generazione di musicisti, formatisi nei
conservatori cittadini, destinata a portare il concerto strumentale a
livelli inediti di virtuosismo, eleganza formale e rigore contrappuntistico.
I virtuosi napoletani si affermano infatti sulla scena internazionale non solo
per l’avanzato livello tecnico, ma soprattutto perché promotori di un nuovo
gusto musicale destinato, nel corso del secolo, a influenzare
significativamente il rinnovamento del linguaggio e delle forme compositive. Absolute
Parthenope propone le composizioni di alcuni dei nomi più brillanti di
quella generazione, tra questi Angelo Ragazzi, poi violinista presso
la Cappella Imperiale di Vienna, nei suoi concerti convivono l’inventiva
melodica partenopea e un saldo controllo architettonico, il suo Concerto per
violino con ripieni, qui riproposto, si articola in quattro movimenti,
secondo uno schema tipico del concerto diffusosi a Napoli nel primo Settecento.
Francesco Scarlatti, attivo tra Napoli, Vienna e Londra, amplia il
linguaggio corelliano intrecciandolo con influenze francesi e centroeuropee,
come testimonia il suo Concerto n.8 mentre Nicola Matteis Jr.,
artista cosmopolita tra Londra e Vienna, fonde nella scrittura strumentale
suggestioni italiane e gusto internazionale, la Sonata in sol minore –
in Absolute Parthenope proposta in prima esecuzione in epoca
contemporanea – riflette appieno l’esperienza cosmopolita di Matteis.
L’apertura con un Preludio Grave, caratterizzato da un marcato ritmo
puntato, seguita da un Presto in stile fugato, richiama quasi la
struttura di una ouverture francese. A questa fanno seguito movimenti quali
l’elegante Sarabanda, la Gavotta, l’espressivo Largo e la Giga,
che intrecciano e sovrappongono i tratti distintivi della sonata con quelli propri
della suite di danze. Con Nicola Porpora, maestro di Farinelli e di
Haydn, il concerto napoletano raggiunge un equilibrio perfetto tra cantabilità
e virtuosismo, proiettando la scuola partenopea al centro della scena europea.
Infatti, dei sette concerti per violoncello attribuiti a Porpora, il Concerto
per violoncello in sol maggiore, riproposto nell’album e conservato in una
copia presso la British Library, si è affermato stabilmente nel repertorio
grazie al pregevole equilibrio fra virtuosismo e cantabilità. È in questo contesto che Napoli diventa così tappa
imprescindibile del Grand Tour, aristocratici e viaggiatori inglesi animano
i salotti cittadini e musicisti come il violinista Emanuele Barbella, qui
riproposto con il suo Concertone, vedono le proprie opere
diffondersi rapidamente oltremanica.
Con questa nuova pubblicazione, la
Fondazione Pietà de’ Turchini conferma la propria vocazione: non solo custodire
la memoria musicale di Napoli, ma restituirla al presente attraverso progetti
di alto profilo artistico e scientifico, capaci di riportare alla luce un
patrimonio che ha contribuito in modo determinante alla definizione
dell’identità musicale europea. Absolute Parthenope non è soltanto un
disco, ma un atto culturale che riafferma il ruolo di Napoli come protagonista
assoluta del Barocco europeo.
PROGRAMMA
Angelo Ragazzi (1680 - 1750)
Concerto per violino “con ripieni” in sol minore
Adagio, Allegro, Adagio - Allegro - Adagio, Allegro
Emanuele
Barbella (1718 - 1777)
Concertone per violino solo in sol minore**
In tempo giusto, Largo e staccato di molto e fortissimo, Allegro andante alla
polacca
Nicola Matteis
Jr. (dopo 1670 - 1737)
Sonata per due violini e bc in sol minore
Grave - Praeludium, Presto, Sarabanda, Gavotte, Largo, Gigue
Francesco
Scarlatti (1666 - 1741)
Concerto n. 8 in fa maggiore
Allegro, Largo - [Allegro], Larghetto, Allegro
Nicola Antonio
Giacinto Porpora (1686 -
1768)
Concerto per violoncello in sol maggiore
Adagio, Allegro, Adagio, Allegro
INTERPRETI
Elisa
Citterio violino solo
Catherine Jones violoncello solo
Talenti Vulcanici
Elisa Citterio*, Monika Toth*, Katarzyna Solecka, Raffaele Nicoletti*,
Andrea Beatriz Lizarraga, isabel Soteras Valenti violini
Maria Bocelli*, Filippo Bergo viole
Catherine Jones*, Cristina Vidoni violoncelli
Federico Bagnasco contrabbasso
Juan Josè Francione tiorba
Davor Krkljus organo
Stefano Demicheli clavicembalo e direzione
** cadenze di Elisa Citterio

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