NAPOLI – Lo scorso 16 aprile, presso la storica Libreria Raffaello di Via Kerbaker, si è tenuta la presentazione del romanzo di Dino Montanino, "Il calciobalilla non avrà futuro" (Guida Editori, 2026). L'incontro, organizzato in collaborazione con la rivista letteraria “Il Randagio”, ha visto una partecipazione attenta e coinvolta del pubblico, segno del forte legame tra il territorio e le storie di vita che affondano le radici nel nostro passato recente.
Il libro, che si ispira liberamente alle vicende dei genitori dell'autore, racconta le vite parallele di Lorenza e Paolo: lei in Sicilia, lui in Campania. Due esistenze che attraversano i decenni più densi del secolo scorso: gli anni del fascismo, il dramma della seconda guerra mondiale e le speranze fragili della ricostruzione. A fare da catalizzatore del loro destino è un «mobile rettangolare con sponde laterali», ovvero il calciobalilla: quello che appariva come un semplice gioco strampalato diventa, nella narrazione di Montanino, il punto di svolta che cambierà il corso delle vite dei due protagonisti.
Al dialogo con l'autore, introdotto da Massimo Romano, hanno preso parte Elisabetta Abignente e Matteo Palumbo, che hanno approfondito la struttura narrativa dell'opera e la sua capacità di trasformare la memoria storica in materia viva. Suggestivo è stato il contributo delle Macchine Desideranti, che, attraverso letture scelte, hanno dato voce alle pagine del romanzo, restituendo ai presenti l’emozione di un’epoca storica fatta di incontri inaspettati e di distanze colmate. «Il cuore della storia, quello che consente l’incontro tra Lorenza e Paolo – sottolinea l'autore – è il calciobalilla: un gioco semplice che si diffonde in Italia all’inizio degli anni Cinquanta e, immediatamente, ottiene un grande successo. Il fratello di mia madre (Gustavo nel romanzo) ottiene l’esclusiva per la vendita e la distribuzione del calciobalilla nel sud Italia. La scelta si rivelerà vincente anche se, con l’arrivo dall’America del flipper, serpeggia molta preoccupazione tra i distributori di biliardini. Da qui la frase ‘Il calciobalilla non avrà futuro’, che ho scelto come titolo. Nella nostra famiglia la frase veniva attribuita a mio zio. Chissà se l’ha mai pronunciata davvero. Una cosa è certa: se l’avesse davvero pronunciata, avrebbe completamente sbagliato profezia».

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