IL CROLLO DI BELEN E IL CINISMO DEI SALOTTI: GIÙ LE MANI DALLA SOLIDARIETÀ, CHI DOVEVA TACERE HA PERSO UN’ALTRA OCCASIONE


Caiazzo (Opinionista del web Negli ultimi giorni il dibattito mediatico attorno a Belen Rodriguez, colpita da un delicato momento di difficoltà personale, ha riacceso i riflettori su un tema che, da poeta, da opinionista del web e da uomo che osserva la vita, mi sta particolarmente a cuore: il diritto alla fragilità e il dovere del rispetto. Quando un essere umano attraversa un momento di evidente sofferenza, la prima risposta spontanea dovrebbe essere l'empatia. Fortunatamente, c'è chi nel mondo dello spettacolo conserva una profonda umanità e sa guardare oltre la superficie delle cose. Messaggi meravigliosi di vera solidarietà sono arrivati da Vladimir Luxuria e Alba Parietti, dichiarazioni che appoggio in pieno e che firmo con il cuore. Vladimir ha saputo trovare parole toccanti ricordando la loro esperienza comune all'Isola dei Famosi: “Siamo state insieme per due mesi e mezzo all’Isola dei Famosi: sopravvivere alla fame e ai mosquitos è nulla per chi cerca di sopravvivere a periodi bui. Si pensa che il successo e la felicità sia stare sulle copertine di tutte le riviste: ma cosa ne sappiamo davvero di quello che vivono le persone? Cara Belen Rodriguez ti auguro di riprendere in mano la tua vita, soprattutto per i tuoi figli. Forza!”

A farle eco, con una sensibilità che tocca corde squisitamente poetiche, è stata Alba Parietti, che ha espresso una vicinanza totale e senza filtri:“ La gente vede il glamour, il successo, ma non vede il peso che tutto questo può avere sull’anima. Non vede la paura di non sentirsi più abbastanza, di essere sostituita, dimenticata, giudicata continuamente. Perché dietro un volto famoso, dietro una donna bellissima, c’è sempre una persona. E le persone, anche quelle che sembrano avere tutto, qualche volta si spezzano in silenzio. Ti abbraccio e ti capisco”

Questi sono i messaggi belli, puliti, sani, che fanno bene al cuore. Vladimir e Alba hanno ricordato a tutti che dietro le luci della ribalta ci sono anime fragili che possono spezzarsi. Raffaello Tonon e l'orrendo cinismo della finta satira dall'altro lato della medaglia, purtroppo, abbiamo assistito a uscite pubbliche che mi hanno profondamente ferito e indignato. Mi riferisco a quanto dichiarato da Raffaello Tonon, che ha liquidato la vicenda arrivando a dire testualmente:“Se fosse morta sarebbe stata una notizia, non è una donna del popolo. È una soubrette in vista. [...] Grazie al cielo è viva, quindi non c’è notizia. Se la notizia è quella del crollo psicologico, non la ritengo tale”. Di fronte a parole del genere, non posso e non voglio rimanere in silenzio. Caro Tonon, affermare con questa freddezza che il dolore e il crollo psicologico di un essere umano non fanno notizia solo perché non c'è scappato il morto è qualcosa di agghiacciante. Fare del benaltrismo sulla salute altrui è un esercizio di retorica sterile. Dire che una sofferenza non conta perché chi la vive è una "soubrette in vista" significa sminuire il disagio umano in base alla notorietà o al ceto sociale. Il dolore non ha categorie e non ha bisogno della tragedia assoluta per meritare rispetto. In questa occasione, un dignitoso silenzio da parte tua sarebbe stato decisamente d'oro.

Valentina Persia e la retorica del fango:

Era meglio se stava zitta lei l'atteggiamento altrettanto grave è stato poi quello di Valentina Persia. La comica ha voluto scagliarsi con ferocia proprio contro chi, in queste ore, sta spendendo una parola di conforto per la showgirl, elencando nuovamente tutti i vecchi insulti che venivano rivolti a Belen in passato per poi tuonare:“

Guarda che io me lo ricordo quando eravate incarogniti, eh. Quando gli dicevate di tutto: ‘Ma da dove arriva questa? E poi che vergogna, un figlio con uno, un figlio con un altro’. E oggi i vostri profili sono pieni di: ‘Avanti tutta Belen, ci dispiace tanto, ti posso capire’. N’altra occasione persa per starvene zitti.”

Cara Valentina, le tue parole mi lasciano indignato. Credo fermamente che l'unica ad aver perso un'altra occasione per starsene zitta sia stata proprio tu. Rivangare il fango e ricordare le offese del passato nel momento in cui una persona sta male non significa aiutarla. Significa solo soffiare sul fuoco del risentimento e questo non è affatto un modo per tendere la mano. Condannare la solidarietà odierna etichettandola come totale ipocrisia è un errore enorme che non posso accettare.

La solidarietà fa sempre bene, a Belen e alle persone comuni voglio dire una cosa chiara nel mio ruolo di opinionista della rete e di uomo che analizza i flussi del web: la solidarietà, che sia vera o che sia falsa, è sempre un aiuto e un buon messaggio che si manda al mondo. Anche se qualcuno dovesse esprimere vicinanza solo per opportunismo o per "accodarsi" al trend del momento, quel messaggio di conforto produce comunque un'onda positiva. Se le persone oggi mettono da parte il giudizio critico per fare spazio all'empatia e dire "ti posso capire", quel sentimento va protetto ed esaltato, non respinto con rabbia o cinismo. La risposta alla cattiveria deve essere la luce della vicinanza, non il muro del sospetto. Questo discorso non vale solo per Belen Rodriguez, che è una stella della televisione. Vale soprattutto per tutte quelle persone che non sono famose – madri, padri, lavoratori, giovani – che a casa propria, nel silenzio delle loro vite normali, vivono la stessa identica situazione di crollo psicologico e sofferenza. Vedere che il mondo sa ancora fermarsi per esprimere un pensiero gentile e solidale regala speranza a chiunque stia affrontando il proprio periodo buio.

L'arte deve elevare, non affossare la mia indignazione nasce dal fatto che chi fa spettacolo o usa i social ha una responsabilità pubblica. Non possiamo permettere al cinismo da salotto di calpestare il valore umano del conforto. Con la mia poesia cerco sempre di accarezzare le anime, di curare le ferite invisibili, non di graffiarle gratuitamente o di imbastire polemiche sterili sulla pelle di chi soffre. Sposo appieno la linea del cuore e della comprensione, sperando che questa vicenda insegni finalmente a tutti che un messaggio di vicinanza, in un mondo troppo spesso pieno di cattiveria, non è mai un'occasione persa per parlare, ma una bellissima occasione per restare umani.

a cura di Genny Caiazzo

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