In un’epoca dominata dalla frenesia del successo e dal timore costante di restare indietro, il nuovo progetto discografico di Giulia Vestri dal titolo "E NON È TARDI", in uscita su tutte le piattaforme digitali venerdì 10 luglio 2026 per MusicantieRecords (distr. Believe Digital) e realizzato con il contributo di NUOVOIMAIE, si propone come un atto di resistenza culturale. Piuttosto che inseguire il "tutto e subito", la musica rivendica il diritto alla riflessione, alla calma e alla giusta misura, invitando l'ascoltatore a osservare le crepe del mondo contemporaneo non come una fine, ma come spazi fertili da riempire con nuova poesia. C'è ancora tempo per l'autenticità.
L'album è un viaggio di consapevolezza che attraversa i grandi contrasti della modernità, raccontati attraverso i pensieri più intimi nati durante la scrittura dei testi:
- Il senso della vita e il distacco: tra la logica quotidiana e il bisogno primario di emozionarsi ("La vita è un compromesso fra la gioia e la ragione" da Il più che si fa meno), fino alla scelta di guardare con serena e coraggiosa ironia persino il mistero della fine ("E morire è un trasloco con o senza un Dio in gioco" da Orizzonte laconico).
- La coscienza sociale e virtuale: Un forte richiamo etico che mette a specchio le nostre libertà con i diritti umani calpestati nel mondo ("Io so che ho dei diritti io so che ho dei doveri" da Io posso - I Can), unito alla denuncia di un isolamento tecnologico che ci rende sempre più distanti ("Mi sembra che il mondo abbia perso lo sguardo" da Un eterna confusione).
La risposta e la resistenza: davanti a questo smarrimento, l'album risponde con un inno alla vita vissuta sul campo e senza filtri ("Questa canzone la canto per chi sorride prima del pianto" da Viviamo allora) e con la scelta di usare la creatività come scudo e protezione ("E se il mondo va in confusione / Io divento un'invenzione" da Resisto).
L'album è un viaggio di consapevolezza che attraversa i grandi contrasti della modernità, raccontati attraverso i pensieri più intimi nati durante la scrittura dei testi:
- Il senso della vita e il distacco: tra la logica quotidiana e il bisogno primario di emozionarsi ("La vita è un compromesso fra la gioia e la ragione" da Il più che si fa meno), fino alla scelta di guardare con serena e coraggiosa ironia persino il mistero della fine ("E morire è un trasloco con o senza un Dio in gioco" da Orizzonte laconico).
- La coscienza sociale e virtuale: Un forte richiamo etico che mette a specchio le nostre libertà con i diritti umani calpestati nel mondo ("Io so che ho dei diritti io so che ho dei doveri" da Io posso - I Can), unito alla denuncia di un isolamento tecnologico che ci rende sempre più distanti ("Mi sembra che il mondo abbia perso lo sguardo" da Un eterna confusione).
La risposta e la resistenza: davanti a questo smarrimento, l'album risponde con un inno alla vita vissuta sul campo e senza filtri ("Questa canzone la canto per chi sorride prima del pianto" da Viviamo allora) e con la scelta di usare la creatività come scudo e protezione ("E se il mondo va in confusione / Io divento un'invenzione" da Resisto).
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