Entra nel vivo la XV edizione di “Teatro (alla deriva) al Giardino”, la rassegna flegrea che quest’anno festeggia quindici anni di teatro indipendente e scommesse culturali. Il festival, di fatto al suo giro di boa, dopo aver registrato una buona risposta di pubblico per i primi due appuntamenti in cartellone, si prepara ai due debutti conclusivi in programma. La manifestazione, ideata da Ernesto Colutta e diretta per il quattordicesimo anno da Giovanni Meola, dopo essere andata in scena per anni sulla “zattera” delle Stufe di Nerone, ha confermato la forza della sua nuova location: il verdeggiante Giardino dell’Orco (via Lago Averno n. 6, Pozzuoli). Qui, a partire dalle ore 19, gli spettacoli prendono vita senza luci artificiali, fondendosi con i colori del tramonto e la scenografia naturale del Lago d’Averno, offrendo un’esperienza intima e lontana dal caos cittadino.
Il festival ha esordito lo scorso 5 luglio con “Break Catena” (prodotto dal Teatro Rostocco), un’opera originale scritta e diretta da Ferdinando Smaldone. Lo spettacolo ha esplorato in chiave poetica e ironica il destino di due icone come Cenerentola e Biancaneve, analizzando cosa accade dopo il classico “lieto fine” e mettendo in luce il talento magnetico delle attrici Noemi Pirone e Chiara Vitiello. Il 12 luglio è stato invece il turno de “Le preziose ridicole”, con l’adattamento e la regia dello stesso Giovanni Meola. Portato in scena dalla giovane compagnia di Teatro Madrearte / Virus Teatrali, lo spettacolo ha reinterpretato l’atto unico di Molière, trasformandolo in un serrato gioco metateatrale. Tra gag ispirate alla Commedia dell’Arte, dinamiche sindacali interne alla compagnia e attori che si muovevano con movenze animali, la pièce ha saputo ironizzare sul conformismo della società di ieri e di oggi.

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