Ischia tra storia e tradizione, tenuta frassitelli

Il celebre Luigi Veronelli, critico e enogastronomico, giornalista, editore, conduttore televisivo (“A tavola alle sette” con Ave Ninchi, 1975) di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, ebbe a dire più o meno del vigneto Frassitelli: “È un giardino pensile sul mare di grande bellezza tra profumi di origano selvatico e Ginestre coltivato da angeli matti”.

La follia di questi angeli ben esprime il capolavoro di viticoltura eroica che supera le forti pendenze con terrazzamenti di pietra di tufo verde serviti da una monorotaia che Andrea vide in Svizzera e ne trasse ispirazione. La biancolella di questa vigna storica da luogo alla Ischia DOC Frassitelli, prima doc campana nel maggio 1966 con decreto sul testo del papà di Andrea D’Ambra. Tra l’altro Ischia Doc ha uno dei pochi disciplinari in cui c’è l’obbligo di vinificazione e imbottigliamento nella zona di produzione. Andrea D’Ambra, amministratore ed enologo già da 10 anni utilizza, tra i primi, la fascetta di stato che dal luglio 2024 è obbligatoria anche sulle IGT e oggi riportano i colori della bandiera italiana e il Qr code.

L’annata 2025 è stata perfetta e presenta un’ottima congruenza tra caratteristiche olfattive e gustative grazie soprattutto alla grande qualità delle uve; come ci racconta Sara la buona annata si vede anche nella evoluzione, nella progressione nel tempo ed è capitato che durante i panel di degustazione  a cui partecipano molte donne per la riconosciuta sensibilità gusto olfattiva, e alcuni vini hanno sorpreso per la longevità. A Vinitaly è stato inserito tra i 10 vini iconici d’Italia, l’unico bianco del centro sud. Come nasce il Frassitelli? Veronelli in visita con Ave Ninchi, ottima cuoca suggerì di vinificare in purezza le uve di questo cru di biancolella e il giovane Andrea segui il consiglio un po’ di nascosto sistemando inizialmente il pianolo: visti i risultati il progetto andò avanti. Tanti sono i racconti di personaggi celebri che sono passati per la storica vigna, Alain Delon, Peppino de Filippo che amava pagare prima e la grande amicizia con Luchino Visconti del quale si conserva una fitta corrispondenza con i genitori di Andrea. Quest’ultimo fu un grande comunicatore del biancolella, e nel 1955 Salvatore D’Ambra prima di mettere in commercio le bottiglie gli inviò il disegno dell’etichetta di uno scultore ischitano; la risposta di Luchino fu: …caro Salvatore il gusto è una cosa orribilmente personale.” Ma lui fu un esteta e suggerì l’attuale etichetta con la casa di famiglia. Acquistò la Colombaia dove riposano le sue spoglie e durante la stesura di “Senso” a lume di candela poiché non vi era elettricità Salvatore D’Ambra sapendolo “ …ormai proprietario di una zolla di terra sulla sua amata isola, in attesa del vino, gli inviava pane e fichi secchi” . Che meraviglia l’accoglienza ischitana.

Belle visite, personaggi carismatici che con il loro ricordi e il loro lavoro lasciano il segno. Andrea D’Ambra un uomo appassionato non solo dí vini che ci racconta anche dell’amore per le poesie di Alda Merini, che ci mostra un angolo di puro romanticismo un balcone sul mare con un tavolo in pietra dove per indimenticabili proposte di matrimonio. Ed infine invita a provare la sensazione avvolgente di un bagno nel vino nel wine resort a Forio. Bellezza, emozione, benessere: il paradiso assomiglia a questi luoghi.


A cura di Titti Astarita 

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