Nel panorama unico del distretto vulcanico dei Campi Flegrei, il Monte Gauro rappresenta l’edificio vulcanico più alto e maestoso dell’intera area. Formatosi prevalentemente da tufo giallo flegreo, l’anello del Gauro si articola in tre rilievi principali che abbracciano la piana del Campiglione: Monte Corvara, Monte Barbaro e Monte Sant’Angelo. Proprio sulla cima del Monte Sant’Angelo, ricadente nel territorio comunale di Pozzuoli ma storicamente integrato con le direttrici d’accesso dal versante di Quarto, sorge l‘Eremo (o chiesetta) di Monte Sant’Angelo. Si tratta di un luogo d’alto valore storico, archeologico e spirituale: la devozione all’Arcangelo Michele su questo rilievo affonda le sue radici nella tradizione micaelica medievale, legata a insediamenti religiosi e luoghi di culto isolati (cime di monti, promontori, grotte), immersi nella natura del territorio. Successivamente inglobata in una struttura rurale a corte (masseria), la chiesetta-eremo, oggi abbandonata, testimonia l’antica e millenaria antropizzazione di queste pendici vulcaniche, un tempo celebri sin dall’epoca romana per la fertilità dei suoli e la coltivazione delle viti. Dal punto di vista naturalistico, la cima del Monte Sant’Angelo offre un itinerario ideale tra macchia mediterranea, boschi di leccio, castagni e scorci mozzafiato che spaziano dall’entroterra campano fino al Golfo di Pozzuoli.
A raccontare la peculiarità dell’itinerario e l’atmosfera che si vive lungo i sentieri del monte è Francesca Martuscelli, appassionata autrice di poesie e guida escursionistica di Trentaremi, che organizza periodicamente camminate ed escursioni sul territorio (la prossima è prevista per domenica 1 novembre): «Per raggiungere l’Eremo di Monte Sant’Angelo propongo un itinerario che parte dal Castagnaro, nei pressi della Montagna Spaccata, e sale verso la prima delle tre vette del Monte Gauro, il Monte Corvara. Proseguiremo tra sentieri immersi nella macchia mediterranea e boschi di castagni e querce, lungo le pendici del Monte Sant’Angelo, fino all’Eremo, luogo di grande fascino per il suo valore naturalistico e spirituale, dove ci fermeremo per una lettura di poesie dedicate alla natura. Riprenderemo poi il cammino verso il Monte Barbaro, tra scorci panoramici sul paesaggio vulcanico dei Campi Flegrei. Un percorso che, attraverso i colori dell’autunno, intreccia natura, spiritualità e poesia». Di seguito, un breve filmato che raccoglie alcuni momenti salienti di una recente escursione lungo le pendici del Gauro sotto la guida della stessa Martuscelli e di Dario Darkan Cacace, mostrando i passaggi all’interno della vegetazione, i punti panoramici sulle cime e l’arrivo al suggestivo piazzale dell’Eremo.
A cura di Massimiliano Longobardo
