Al Teatro Bolivar una serata di solidarietà: lo spettacolo che accende i riflettori su chi non ha voce

Il sipario del Teatro Bolivar si alzerà il 15 aprile 2026, ma questa volta non solo per regalare risate. Quella sera, alle ore 20:00, la platea di via Bartolomeo Caracciolo diventerà il cuore pulsante di una Napoli che sceglie di guardare in faccia la fragilità e di trasformare la cultura in un gesto concreto di solidarietà.

In scena ci sarà la commedia brillante “Mettiteve a fa’ ll’ammore cu me”, un classico della tradizione napoletana firmato da Eduardo Scarpetta. Una farsa vivace, fatta di equivoci, gelosie e battute in dialetto, diretta da Giulio Bosso, che sarà sul palco insieme a Veronica Fusaro, Mario Capaccio, Giovanni Pugliese, Annamaria Carfagna e Simona Angeloni.

Ma il vero protagonista della serata sarà un altro: il Centro La Tenda, struttura che ogni giorno accoglie oltre cento persone senza dimora offrendo pasti caldi, assistenza sanitaria, accoglienza notturna e attività educative per i ragazzi del quartiere.
L’intero ricavato dello spettacolo sarà devoluto a loro.

Un gesto semplice, ma potentissimo. Un biglietto che diventa un pasto, un letto, una cura, un nome restituito.

Sole e Solidarietà APS: l’associazione che nasce da un’urgenza, non da un’idea

A promuovere l’iniziativa è Sole e Solidarietà APS, un’associazione giovane ma già capace di muoversi con una maturità sorprendente. Non è nata da un progetto teorico, né da un tavolo di lavoro: è nata da un’urgenza. Da un incontro. Da uno sguardo che non ha più potuto distogliersi.

Il direttivo è composto da professionisti che da anni operano nel sociale, persone che conoscono da vicino la complessità della marginalità urbana. Questo ha permesso all’associazione di partire subito con credibilità, concretezza e una rete solida.

La loro missione è chiara: costruire ponti.
Ponti tra chi ha bisogno e chi può aiutare.
Ponti tra cittadini, istituzioni, imprese, professionisti.
Ponti tra la cultura e la solidarietà.

E il primo grande ponte è proprio questo spettacolo.

Rosa Volpe: la presidente che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte

Al centro di tutto c’è lei: la Giudice Rosa Volpe, presidente di Sole e Solidarietà APS. Una donna che ha fatto della giustizia non solo un mestiere, ma una postura esistenziale. Una donna che non si limita a osservare la realtà: la attraversa, la tocca, la ascolta.

La scintilla che ha dato vita all’associazione è scattata durante una visita al Centro La Tenda, nel quartiere Sanità.
Un luogo che accoglie chi non ha più nulla, spesso nemmeno un nome.

Appena varcata la soglia – racconta – ho visto persone che non sono solo senza tetto, ma spesso senza tutto: senza riferimenti, senza relazioni, senza voce.

Quella frase racchiude la sua visione: non si tratta solo di dare un letto o un pasto, ma di restituire dignità, identità, possibilità.
Perché la povertà estrema non toglie solo ciò che si vede: toglie ciò che si è.

Da quel giorno, Rosa Volpe ha deciso che non sarebbe rimasta spettatrice.
Ha scelto di agire.
Di costruire una rete.
Di trasformare l’indignazione in progetto.

“Napoli può diventare la prima città in Italia in cui nessuno dorme per strada”

È una frase forte, quasi visionaria. Ma Rosa Volpe la pronuncia con la fermezza di chi non parla per slogan, ma per convinzione profonda.

A Napoli, oggi, oltre 2.000 persone vivono per strada, mentre i posti disponibili nelle strutture di accoglienza coprono poco più di 400 persone. Una sproporzione che racconta una città generosa, ma ancora insufficiente.

Per la presidente di Sole e Solidarietà APS, questa non è solo un’emergenza sociale: è una questione di civiltà.

Una città è davvero civile solo se si prende cura dei più fragili. Parliamo di persone che spesso perdono persino il proprio nome, perché nessuno lo pronuncia più.

Il suo obiettivo è chiaro: creare una rete stabile, ampia, trasversale, capace di unire cittadini, professionisti, istituzioni e realtà economiche.
Una rete che non si limiti a tamponare, ma che prevenga, accompagni, restituisca.

Il teatro come luogo di comunità

La scelta del teatro come primo strumento di raccolta fondi non è casuale.
Per Rosa Volpe, la cultura è un linguaggio che unisce, che emoziona, che crea comunità.
E il teatro, in particolare, è un luogo dove le storie diventano specchio, dove le persone si riconoscono, dove la città si guarda negli occhi.

La cultura è uno strumento potentissimo di inclusione. Il teatro unisce, emoziona, crea comunità.

E così, una commedia brillante diventa un atto d’amore.
Una risata diventa un gesto di cura.
Un biglietto diventa un abbraccio a chi vive nell’ombra.

Una rete che cresce

L’evento ha già raccolto adesioni importanti, tra cui quella del Presidente Manzo della BCC, segno che il mondo economico riconosce il valore sociale dell’iniziativa.

Quando realtà autorevoli scelgono di sostenere iniziative come questa, significa che si sta creando una rete vera, afferma Volpe.

Ed è proprio questa rete che l’associazione vuole far crescere: una rete che non si limiti a reagire, ma che costruisca futuro.

Una serata che è molto più di uno spettacolo

Il 15 aprile, al Teatro Bolivar, non si assisterà solo a una commedia.
Si assisterà a un’idea di città.
A un modo diverso di stare insieme.
A un gesto collettivo che dice: nessuno deve essere lasciato indietro.
E forse, proprio da una risata, può partire una rivoluzione gentile.


Info Spettacolo
  Data: Mercoledì 15 aprile 2026
  Orario: 20:00
  Luogo: Teatro Bolivar, via Bartolomeo Caracciolo detto Carafa, 30 – Napoli 
 
Info Biglietti: soleesolidarietà@gmail.com - 333 26 55 375

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