Il grande riciclo e lo scippo al pubblico: la parabola dell’Isola dei Famosi e il tramonto della TV


Il sipario sta per alzarsi sulla nuova edizione de L’Isola dei Famosi, ma l'attenzione mediatica è tutta per una scelta di conduzione che definire paradossale è un eufemismo.

Al timone del reality troviamo infatti Selvaggia Lucarelli, un personaggio che per anni ha finto di criticare il sistema pur sguazzandoci dentro. In molti l'hanno dipinta come una figura "anti-trash", ma la realtà è ben diversa: la Lucarelli è a tutti gli effetti la regina indiscussa del trash televisivo. Lo ha dimostrato ampiamente in un decennio a Ballando con le Stelle, dove ha basato la sua intera permanenza su dinamiche urlate, liti continue e spettacolini di basso livello. Vederla oggi passare a Mediaset per condurre il reality per eccellenza è solo la conferma di una totale mancanza di coerenza, oltre che l'ennesimo teatrino patetico. Ma se la conduzione lascia sbigottiti, le novità del format per questa stagione rasentano lo squallore e segnano la pietra tombale del genere. Questa Isola dei Famosi sarà totalmente registrata e non avrà lo studio con il pubblico. La produzione ha letteralmente fatto fuori il pubblico da casa, eliminando del tutto il potere dei telespettatori. Non esisterà più il televoto. A determinare il destino dei naufraghi, la loro sopravvivenza o la loro uscita dal gioco, saranno esclusivamente le prove fisiche e le votazioni interne tra i concorrenti stessi. Gli spettatori sono ridotti a fantasmi passivi, privati anche dell'ultimo briciolo di interazione, costretti a subire decisioni già prese mesi prima in differita. A questo desolante scenario si aggiunge la nota piaga del totale e sistematico riciclo delle stesse identiche persone. I reality si sono trasformati in un infinito ufficio di collocamento per i soliti noti, che fanno letteralmente il giro delle sette chiese: passano in pratica dal Grande Fratello a Pechino Express, da The Fifty (La Talpa) all'Isola, in un travaso continuo e imbarazzante. 

I volti freschi, nuovi o capaci di portare una ventata di vera originalità sono del tutto assenti; ci sono sempre e solo gli stessi personaggi che si scambiano le poltrone da un programma all'altro. Il pubblico si trova davanti a un circuito chiuso, a una replica perenne che ha ridotto un format potenzialmente leggero e divertente a una noiosa, ripetitiva e insopportabile rottura di scatole. Davanti a questa deriva, la domanda sorge spontanea: quando finirà questa TV scadente? Il pubblico è ormai esausto di un meccanismo patetico che non crea valore, ma si limita a spremere personaggi privi di un reale percorso artistico, privando persino la gente del diritto di voto. È tempo che i vertici televisivi abbiano il coraggio di invertire la rotta. C’è un disperato bisogno di far rinascere i vecchi e gloriosi varietà di una volta, o comunque trasmissioni capaci di rimettere al centro l'arte, lo studio, la preparazione e il vero talento. La televisione italiana merita di tornare a essere un luogo di eccellenza, e non un eterno polpettone preconfezionato di cui gli spettatori non ne possono davvero più.

Eppure, in questo grande caos catodico, la ciliegina sulla torta potrebbe arrivare da un momento all'altro. Un vero e proprio schiaffo morale, un'arma a doppio taglio firmata da Milly Carlucci. Ci potremmo infatti tranquillamente aspettare una mossa magistrale della conduttrice di Rai 1: piazzare Belen Rodriguez sulla poltrona lasciata vuota da Selvaggia Lucarelli a Ballando con le Stelle. Sarebbe la chiusura perfetta di un cerchio grottesco, il colpo di scena definitivo che lascerebbe la Lucarelli orfana del suo storico palcoscenico proprio mentre si cimenta nel "finto nuovo" corso di Mediaset.

a cura di Genny Caiazzo
Opinionista del web

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