
L’opera Storia della Sicilia e del Regno delle 2 Sicilie di Melinda Miceli si colloca magistralmente nel panorama della grande storiografia italiana contemporanea, distinguendosi per ampiezza d’indagine, profondità interpretativa e raffinatezza stilistica. Le principali testate culturali che ne hanno scritto concordano nel riconoscere al volume un carattere magistrale, capace di restituire al lettore non solo una ricostruzione storica impeccabile, ma anche una visione etica e spirituale del Mezzogiorno. Il volume Storia della Sicilia. Regno delle 2 Sicilie della blasonata scrittrice contemporanea, storica, saggista e critico d'arte internazionale è un testo capace di intrecciare la visione crociana della storia con l’esigenza etica contemporanea di ritrovare le proprie radici, in un tempo in cui la memoria collettiva rischia di dissolversi nella velocità del presente. Secondo le recensioni più autorevoli, la Miceli affronta il tema del Regno delle Due Sicilie con uno sguardo critico, documentato e lontano da ogni nostalgia o revisionismo, seguendo una prospettiva che richiama la lezione crociana: la storia come vita dello spirito, come pensiero vivente. Patrocini morali ANIM, Svimar, Ordine Sovrano Ospedaliero dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme Ordine di Malta Italua, il cui Gran Priore Cav. Barone Massimo Milazzo ha curato la presentazione insieme al Principe Don Roberto d'Amato.
L’autrice in 196 pagine affronta il tema del Regno delle Due Sicilie con un approccio lontano da nostalgie o revisionismi. Il suo sguardo è critico, molto documentato, e soprattutto filosofico, perchè la cronaca degli eventi, si esamina la loro eredità morale.
In questo senso, il magistrale Saggio della scrittrice contemporanea Melinda Miceli, non si limita a narrare eventi, ma interroga la loro eredità morale, restituendo al lettore un paesaggio storico che è anche un testamento culturale sul Mezzogiorno, dove la Sicilia e il Regno delle Due Sicilie emergono come luoghi storici dotati di una di una loro voce spirituale e di una dignità storica importantissima.
Seguendo l’intuizione crociana, la Sicilia è un laboratorio di civiltà in cui si sono incontrati popoli, lingue, religioni, poteri e visioni del mondo. Melinda Miceli restituisce questa complessità con una scrittura che unisce rigore e lirismo, offrendo un affresco delle dominazioni e delle stratificazioni culturali, un’analisi simbolica dei miti fondanti dell’isola, una lettura etico‑politica del suo ruolo nel Mediterraneo, schede di approfondimento di argomenti come la monetazione, i templari nel Mezzogiorno, arte dei luoghi presentati, analisi storiografica e tesi, analisi del feudalesimo e delle dominazioni, studio degli stemmi dinastici del regno delle 2 Sicilie, citazioni di scrittori, politici, economisti, i battaglioni e le brigate, famiglie nobili e notabili del Sud, uomini illustri del passato e del presente distintisi nel Regno delle 2 Sicilie e approfondimenti specialistici inediti. Questi elementi rendono il libro un compendio multidisciplinare che unisce storia, araldica, antropologia, arte e politica
La storia diventa così un atto di riconoscimento perchè per il Sud conoscere la Sicilia ed il Regno delle 2 Sicilie significa conoscere se stessi. Nell'oblio che contraddistingue l'epoca contemporanea intrisa di superficialità culturale e che non ha speranze di evolvere in meglio, il testo storico qui presentato è il gesto della Scrittrice internazionale Melinda Miceli, che lascia l'eredità del Suo sapere multidisciplinare per conservarne innanzi al mondo la nobile storia della sua terra
Il Regno appare come un laboratorio politico e culturale spesso frainteso, un territorio ricco di contraddizioni, ma anche di eccellenze, un soggetto storico che merita di essere compreso nella sua complessità di sfumature tutte da conoscere e che differiscono da regione a regione.
Melinda Miceli invita il lettore a superare i pregiudizi e a interrogarsi sulle radici profonde del Mezzogiorno, sulle sue ferite e sulle sue potenzialità. Il libro risponde infatti a un’urgenza contemporanea, ritrovare la propria storia per ritrovare gli antichi splendori e la potenza del Mezzogiorno d'Italia.
In un’epoca di smarrimento, la conoscenza del passato diventa un atto etico, un gesto di responsabilità verso la comunità e questo libro è un manifesto identitario.
Scrive nella sua presentazione il Principe e Critico don Roberto D'Amato: "Nella sua opera Storia di Sicilia, la scrittrice istituzionale Melinda Miceli si erge come custode di una memoria antica, restituendo alla Trinacria la voce che per secoli è rimasta sepolta sotto le sabbie del mito, della conquista e dell’oblio. Con passo sicuro e sapienza assoluta, la scrittrice attraversa le epoche dell’isola, dalle origini primordiali, quando la terra ribolliva di dei e titani, fino alla complessità del presente, componendo un affresco irresistibile che contempla anche tutti i suoi misteri. La sua parola, nutrita di classicità e di visione, non si limita a narrare, ma attraverso la sua analisi, eccelsa e priva di compromessi, illumina genealogie, valori, metamorfosi, offrendo una lettura che unisce rigore accademico e splendore poetico.
Il lettore viene condotto in una dimensione altra, sospesa tra storia e incanto, dove la Sicilia appare nella sua essenza più profonda attraverso i secoli. La prosa della Miceli, divina e magnetica, apre varchi immaginativi che permettono di contemplare l’isola nel suo zenit, là dove mito, arte e civiltà si fondono in un’unica, luminosa perfezione.
In questo itinerario sapienziale, la nobiltà siciliana, spesso fraintesa o ridotta da studiosi schierati e ideologizzati, ritrova finalmente la sua dignità storica e simbolica.
Così, pagina dopo pagina, la Sicilia si dischiude come un microcosmo terra di luce e di ombre, di aristocrazie e rivoluzioni, di santuari e vulcani, di popoli che l’hanno amata, contesa, trasformata. E Melinda Miceli, con la sua voce inconfondibile, ne diventa interprete suprema, guidando il lettore in un viaggio che non è solo storico, ma iniziatico.
La scrittrice Melinda Miceli in modo eccelso parla della nobiltà siciliana, diversamente da certi studiosi schierati ed ideologizzati che fanno apparire la nobiltà siciliana come un mero ceto privilegiato. La Miceli ha rappresentato fedelmente la spina dorsale dell'identità politica e sociale dell'isola per quasi un millennio. Se l'arrampicata è stata definita "la lingua dei segni del Medioevo ", in Sicilia questa lingua assume accenti polifonici, riflettendo le stratificazioni di dominazioni che hanno trasformato l'isola in un grande laboratorio di diritto nobiliare e simbologia visiva.
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| MELINDA MICELI |
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