Il 15 aprile, il Teatro Bolivar di Napoli ha aperto le sue porte a una serata di puro spettacolo teatrale. In scena la commedia brillante “Mettiteve a fa’ ll’ammore cu me”, classico intramontabile di Eduardo Scarpetta, diretta da Giulio Bosso e interpretata da un cast affiatato composto da Veronica Fusaro, Mario Capaccio, Giovanni Pugliese, Annamaria Carfagna e Simona Angeloni. Una farsa vivace, costruita su equivoci e gelosie, che ha regalato al pubblico un momento di leggerezza e tradizione.
Eppure, ciò che ha reso speciale questa serata non è stata soltanto la qualità artistica della rappresentazione. Prima che il sipario si alzasse, il Teatro Bolivar è diventato il centro simbolico di una Napoli che sceglie di guardare in faccia la fragilità e di trasformare la cultura in un gesto concreto di solidarietà.
Eppure, ciò che ha reso speciale questa serata non è stata soltanto la qualità artistica della rappresentazione. Prima che il sipario si alzasse, il Teatro Bolivar è diventato il centro simbolico di una Napoli che sceglie di guardare in faccia la fragilità e di trasformare la cultura in un gesto concreto di solidarietà.
La nascita di “Sole e Solidarietà APS”: un’urgenza che diventa progetto
A prendere la parola, davanti a una platea gremita, è stata la presidente Rosa Volpe, che ha presentato ufficialmente la neonata associazione “Sole e Solidarietà APS”. Non un’organizzazione nata a tavolino, ma il frutto di un’urgenza morale, di un incontro con la marginalità urbana che non ha lasciato indifferenti.
Volpe ha raccontato come l’idea sia maturata dopo una visita al Centro La Tenda, realtà storica del quartiere Sanità che da oltre quarant’anni accoglie persone senza dimora, offrendo pasti caldi, assistenza sanitaria, accoglienza notturna e attività educative per i giovani del territorio. Un luogo dove, come ha ricordato la presidente, “non si incontrano solo persone senza tetto, ma spesso persone senza tutto: senza riferimenti, senza relazioni, senza voce e senza nome”.
Da quella consapevolezza è nata la volontà di costruire una rete stabile, capace di unire cittadini, professionisti, istituzioni e realtà economiche. Una rete che non si limiti a tamponare l’emergenza, ma che restituisca dignità, identità e possibilità.
Il sindaco Manfredi: “La solidarietà è un dovere civico”
Tra gli ospiti della serata, anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha voluto portare il suo saluto e il sostegno dell’amministrazione comunale. Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato l’importanza di una città che non lascia indietro nessuno, sottolineando come la solidarietà non sia un gesto accessorio, ma un dovere civico.
Manfredi ha richiamato l’attenzione su un dato che non può lasciare indifferenti: a Napoli oltre 2.000 persone vivono per strada, mentre i posti disponibili nelle strutture di accoglienza coprono poco più di 400 unità. Una sproporzione che racconta una città generosa, ma ancora insufficiente nel rispondere ai bisogni più urgenti.
Il sindaco ha ringraziato l’associazione “Sole e Solidarietà APS” per aver scelto di partire proprio dal teatro, luogo simbolico di comunità, per costruire un ponte tra cultura e impegno sociale.
Il Centro La Tenda: quarant’anni di accoglienza e dignità
Applausi sentiti hanno accompagnato anche l’intervento dei volontari del Centro La Tenda, che hanno raccontato la loro esperienza iniziata oltre quattro decenni fa. Una storia fatta di ascolto, cura e presenza costante accanto a chi vive ai margini.
Il ricavato della serata è stato interamente devoluto proprio al Centro, trasformando ogni biglietto in un gesto concreto: un pasto caldo, un letto, una cura, un nome restituito. Un modo per ricordare che la povertà estrema non toglie solo ciò che si vede, ma anche ciò che si è.
Il teatro come luogo di comunità
La scelta del Teatro Bolivar non è stata casuale. Per Rosa Volpe e per l’associazione, la cultura è un linguaggio che unisce, che emoziona, che crea comunità. Il teatro, in particolare, è un luogo dove le storie diventano specchio, dove le persone si riconoscono, dove la città si guarda negli occhi.
In questo senso, la commedia di Scarpetta ha assunto un valore simbolico: la risata come gesto di cura, la leggerezza come forma di resistenza, il palcoscenico come spazio di incontro tra mondi che spesso non si sfiorano.
Una rete che cresce: istituzioni, cittadini e imprese insieme
La serata ha visto anche la partecipazione di rappresentanti del mondo economico, tra cui il Presidente Manzo della BCC, che ha espresso il sostegno della banca all’iniziativa. Un segnale importante, che testimonia come la solidarietà possa diventare un progetto condiviso e trasversale.
La presidente Volpe ha sottolineato come l’obiettivo dell’associazione sia proprio quello di costruire una rete ampia e stabile, capace di unire energie diverse per un fine comune:
Quando realtà autorevoli scelgono di sostenere iniziative come questa, significa che si sta creando una rete vera”.
Una serata che racconta un’idea di città
Il 15 aprile al Teatro Bolivar non si è assistito solo a uno spettacolo. Si è assistito a un’idea di città: una Napoli che non si volta dall’altra parte, che riconosce la fragilità come parte della propria identità, che sceglie di trasformare la cultura in un atto di responsabilità collettiva.
Una serata che ha acceso i riflettori su chi non ha voce, ricordando che nessuno deve essere lasciato indietro. E forse, proprio da una risata, può partire una rivoluzione gentile.

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