Alessandro Pastrovicchio: il narratore di mondi che ha unito Paperopoli, Dragonero e il Multiverso Marvel

 


C'è un filo invisibile ma solidissimo che lega le risate di Zio Paperone, le atmosfere cupe di Dragonero e le pieghe infinite del Multiverso Marvel. Il nome di questo filo è Alessandro Pastrovicchio, un fumettista triestino che, con tratto elegante e una curiosità instancabile, ha costruito una delle carriere più eclettiche e rispettate del panorama italiano. Nato a Trieste nel 1977, Pastrovicchio non è semplicemente un disegnatore che passa da una casa editrice all'altra; è un narratore capace di cambiare pelle, di rendere familiare ogni universo che attraversa, mantenendo intatta la passione per quel "mestiere" che ha imparato dai grandi maestri .

Il suo viaggio inizia nel luogo dove tutto è cominciato per molti sognatori: la Disney. Alessandro muove i primi passi nel 1998 non come protagonista, ma come prezioso "inchiostratore", colui che dà profondità e definizione ai tratti dei colleghi. Quel lavoro oscuro ma fondamentale lo svolge su PKNA, la serie che aveva rivoluzionato il mondo di Paperinik . L'esordio come disegnatore arriva nel 2001, e da lì è un susseguirsi di matite su testate cult come PKX-Mickey e, soprattutto, sulla saga fantasy Wizards of Mickey, dove il suo tratto dinamico contribuisce a definire l'immagine dei paperi in vesti medievali . Il suo personaggio preferito, confessa, è Zio Paperone, e si vede: nel disegnare il vecchio scorbutico papero, Pastrovicchio riesce a infondere quella giusta dose di comicità e carattere che solo chi ama un personaggio sa regalare .

Ma la matita di Alessandro non si accontenta di disegnare paperi e topi. C'è una fame di raccontare storie "vere", più cupe e realistiche, che lo spinge oltre i confini di Paperopoli. Nel 2008 compie una scelta coraggiosa: si butta nel fumetto realistico. Collabora con Star Comics per serie come Jonathan Steele e San Michele, quest'ultima una miniserie ambientata in un futuro prossimo, ricca di misteri e temporali . È il banco di prova che cercava, la dimostrazione che il suo tratto può essere flessibile come pochi. Questa versatilità gli spalanca le porte di una vera e propria istituzione: nel 2011 inizia a disegnare per Sergio Bonelli Editore . Entra nello staff di Saguaro, una serie western moderna sceneggiata da Bruno Enna, e successivamente presta i suoi tratti a Morgan Lost, il cacciatore di serial killer, e al mondo fantasy di Dragonero, dove attualmente è uno dei disegnatori di punta . Il suo nome si aggiunge a una lista ristrettissima di disegnatori cresciuti a pane e Disney capaci di approdare nel mondo bonelliano, un salto che lui stesso ha definito una "soddisfazione immensa" .

E proprio Bruno Enna, sceneggiatore di lungo corso, diventa per lui un complice fondamentale. Insieme, nel 2022, realizzano un piccolo gioiello pubblicato su TopolinoViaggio nella Luna . È un progetto speciale, un omaggio al film muto di Georges Méliès, che Pastrovicchio disegna con uno stile onirico e raffinato, lontano dai canoni classici, a dimostrazione che anche in una testata storica si può osare . E proprio quando pensi di aver inquadrato il suo stile, Pastrovicchio cambia di nuovo marcia. Negli ultimi anni, infatti, è stato chiamato a varcare la soglia più prestigiosa di tutte: quella del crossover tra Disney e Marvel. Ha partecipato alla realizzazione di storie come Zio Paperone e il Decino dell'Infinito, scritta dal celebre Jason Aaron, disegnando le avventure di paperi e supereroi in un universo ibrido . E non solo: ha realizzato variant cover per testate come The Amazing Spider-Man, vestendo i panni del fumettista globale .

Oggi, Alessandro Pastrovicchio è un autore completo. Nel 2023 ha esordito anche come sceneggiatore su Topolino con Topolino e il fattore Gamma, firmando per la prima volta sia i testi che i disegni . Dal palco di fiere come l'Etna Comics o Lucca Comics, dove è ospite fisso e amatissimo, racconta il suo mestiere con la semplicità di chi, nonostante abbia disegnato l'infinito, è rimasto con i piedi per terra . La sua carriera è la prova vivente che il talento non ha genere: si può passare con disinvoltura da una papera a un pistolero, da un mago a un supereroe, purché si abbia una storia da raccontare. E lui, di storie, ne ha ancora tantissime da regalarci.


Alessandro Testa

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