Un forte messaggio contro la violenza giovanile e non
solo, la voglia di farsi sentire, di riscatto! La speranza di trovare sollievo,
appagamento nei sogni, nell’amore… “BANG BANG” il nuovo singolo di Luca Blindo
racchiude tutto questo. Lui, un cantautore che utilizza l’arte per dar voce a
chi è maggiormente in difficoltà, che tende la mano con una “rima” e a suon di
musica invita a non smettere di credere in ciò che di bello potrà esserci
domani. “BANG BANG” è uscito il 1 marzo e sta coinvolgendo davvero tanto,
inevitabile dunque chiamare Luca per farci raccontare tutto su quest’ultimo
lavoro…
E’ uscito il
1 marzo su Youtube e tutti i digital store “BANG BANG”, il tuo nuovo singolo
che sta riscuotendo molto successo. Scritto da te, rec, mix e master Lord Bart
Hopeland Studio, è “un vero e proprio manifesto contro la violenza giovanile”.
Me ne parli?
Sì, il mio nuovo singolo parla soprattutto della
violenza giovanile, di ciò che sta accadendo negli ultimi anni, è un inno per
dire “No alla violenza tra i giovani”. “BANG BANG” va a rappresentare proprio
il rumore delle pistole che si sentono nell'aria. In questo periodo storico,
con tante notizie relative alle guerre e a numerosi episodi drammatici di
cronaca, ciò che i giovani dovrebbero avvertire è la voglia di futuro, di nuove
prospettive, la voglia di credere nell'amore e non in cose negative. Il brano riprende
il rap vecchio stile che ho sempre fatto ma con modalità della cassa dritta che
supporta tutto il suono, sonorità che vanno a richiamare lo stile del rap francese.
E poi c’è il
video…
Sì. Le riprese sono state realizzate dal mio allievo
nonché dj Jolly White, ho scelto proprio di voler fare una cosa “street”, le
riprese sono state infatti realizzate con il telefonino, mi sono occupato io
del montaggio, rendendo il video più reale possibile, “senza filtri”, cercando
di creare qualcosa che potesse arrivare in maniera diretta, che non fosse
troppo “costruita”, e sono contento di percepire che il messaggio sia arrivato
non solo attraverso la canzone ma anche attraverso il video mediante il quale
si è potuta percepire e vedere la realtà completamente, realtà in cui ogni
quartiere che vive le stesse difficoltà può rispecchiarsi, partendo magari
dalle cose più semplici come le strade non curate alle cose più serie. In vari
passaggi della canzone cito proprio il fatto che io vivo la strada, nel senso
che vivo le difficoltà delle persone che, nonostante magari la miseria, le
difficoltà lavorative, la difficoltà proprio di sopravvivere, non ti negano mai
un sorriso. “Nuje simm l’ignorant pe duij spicci te ra o voto. O’ quartiere
degradato, ogni elezione to ricuord”. Ecco una piccola parte del testo che
racchiude un messaggio chiaro, per far intendere che magari ci si ricorda
durante il periodo elettorale di chi si pensa sia ignorante e ha una situazione
economica e sociale non agiata perché viene da un quartiere popolare.
Potresti completare questa frase?
“Rime per mettere in risalto problemi sociali, rime per essere ascoltati, rime per trovare ristoro, rime per inseguire sogni…”
Rime per ricercare la realizzazione di se stessi, per
una voglia di riscatto sociale, personale. Per farsi ascoltare dalle istituzioni,
dalle persone. Per provare a portare avanti un progetto musicale che non sia
banale, scontato, che non tratti cose futili, per lanciare messaggi positivi.
E con le lodevoli parole di Luca volge a termine
l’intervista.
Rime, rime e ancora rime. Rime che hanno avuto e hanno
uno scopo. Rime che aiutano, sollevano, che salvano, proiettano! Come in quelle
parole del brano, parole che racchiudono sogni, speranze…
“Cresciut rint e popolar arriv ngopp e stell!”.
“Ngopp e’ stelle”! Proprio lì!

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