L’evento, promosso dall’Amministrazione Comunale con il sostegno della Città Metropolitana di Napoli, si conferma come un appuntamento ormai consolidato, nato per valorizzare le personalità che, con il proprio impegno, contribuiscono a dare prestigio al territorio vesuviano in Italia e nel mondo. L’edizione 2026 si è distinta per una formula rinnovata e particolarmente solenne, con un forte accento sulle onorificenze civili e istituzionali. Tra i momenti più intensi della serata, la consegna simbolica delle Chiavi della Città al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, la cui partecipazione ha dato ulteriore prestigio alla serata.
Un segnale importante di vicinanza istituzionale, che ha sottolineato il valore del premio non solo a livello locale, ma nell’intero contesto metropolitano. Il conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria di Michele D'Avino. Il Centro Studi e Ricerche Michele D’Avino ha consegnato l'attestato alla figlia Anna Teresa D’Avino, un gesto carico di significato per l’intera comunità.
Un racconto corale fatto di sacrifici, talento e radici che non si spezzano, tra gli altri premi si sono distinti: esponenti della magistratura per l’impegno nel campo della legalità, una giornalista e scrittrice per il contributo all’informazione e alla cultura, un protagonista del calcio professionistico, simbolo dello sport italiano ai massimi livelli. Un mosaico di storie diverse, unite da un filo comune: il legame con le proprie radici e il valore dell’impegno.
Non è mancato il coinvolgimento emotivo del pubblico grazie a contributi video e momenti musicali che hanno accompagnato la cerimonia, trasformandola in un vero e proprio racconto collettivo di identità e appartenenza. Un segnale forte: il futuro di un territorio passa anche dalla capacità di riconoscere e valorizzare le proprie migliori energie.
Come ha sottolineato il Sindaco di San Gennaro Vesuviano, Antonio Russo questo appuntamento è un’eredità che deve continuare, non è la fine di un evento, ma l’inizio; perché ogni premio consegnato ieri non è solo un punto di arrivo, ma un seme. Un invito, soprattutto ai più giovani, a credere che anche da qui si può partire. E arrivare lontano. Senza mai smettere di appartenere.
a cura di Annalaura Ammaturo



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