Il progetto nasce dopo un percorso internazionale e porta in Italia lo spirito de L'Arca di Loré: non un tour costruito per ripetere una formula già vincente, ma un itinerario aperto alla scoperta e alla curiosità. Alla soglia dei sessant'anni, Jovanotti rinuncia alla comfort zone di trent'anni di carriera e sceglie di ricominciare dal viaggio, cercando luoghi dove la musica possa diventare linguaggio comune e la festa trasformarsi in qualcosa di più: un momento condiviso, da vivere fino in fondo.
Quando due strade della mia vita si incrociano sullo stesso palco
C'è un motivo per cui questa tappa, per me, non è una notizia come le altre. Da ragazzo ho imparato a memoria le canzoni di Jovanotti prima ancora di capirne davvero il significato: la sua musica mi ha accompagnato negli anni della crescita, e non ho mai smesso di seguirla. Oggi, più di vent'anni dopo, sono un operaio Seda; l'azienda che quella sera fornirà i bicchieri e i contenitori in carta certificata per tutto il pubblico dell'Ippodromo di Agnano.
Scrivere questo articolo significa quindi vedere incontrarsi, nello stesso punto, il ragazzo che cantava a squarciagola le canzoni di Lorenzo e l'uomo che ogni giorno, in fabbrica, contribuisce a realizzare i prodotti che accompagneranno migliaia di persone durante quella stessa festa. A Napoli, due mondi che solitamente sembrano viaggiare su binari paralleli - la musica che sogna e l’industria che produce - si incontrano e si fondono.
Seda al Jova Summer Party: il packaging che chiude il cerchio
Seda partecipa al Jova Summer Party 2026 come Environmental Partner del festival, fornendo bicchieri e contenitori monouso in carta certificata PEFC, proveniente da foreste gestite in modo responsabile, in partnership con Comieco. Per la prima volta al Jova Summer Party, anche la birra sarà servita in bicchieri di carta: un dettaglio che sembra piccolo ma che, moltiplicato per decine di migliaia di spettatori, diventa un gesto collettivo.
Seda nasce nel 1964 ad Arzano (Napoli) da un'intuizione visionaria di Salvatore D'Amato. Negli anni '60, mentre il mercato industriale mondiale andava verso il boom dei materiali plastici, Salvatore D'Amato scelse controtendenza di investire sulle potenzialità della carta e del cartoncino riciclabile, intuendone le doti di igiene, stampa, versatilità e sostenibilità a lungo termine.
Da lavoratore Seda, provo un orgoglio che è difficile mettere in parole quando vedo il risultato di tanti anni di lavoro entrare in un evento di questa portata. Da fan di Jovanotti, mi emoziona sapere che questa collaborazione nasce proprio attorno a valori che Lorenzo ha raccontato per una vita intera con la sua musica: il movimento, la comunità, la voglia di non restare fermi e di immaginare un futuro migliore.
Riciclare non è un gesto piccolo: vale per la carta, ma anche per plastica, alluminio e tutto il resto
Se c'è una cosa che vent'anni in questo settore mi hanno insegnato, è che il riciclo non riguarda solo la carta. Ogni materiale che usiamo (che sia un bicchiere, una lattina, un imballaggio in plastica o un contenitore in alluminio) ha un potenziale di seconda vita, a patto che venga raccolto e trattato nel modo giusto. Le fibre della carta, secondo uno studio della Technische Universität Graz, possono attraversare fino a 25 cicli di riciclo senza perdere le proprie caratteristiche meccaniche: non si consumano, si trasformano.
Lo stesso principio, con tecnologie diverse, vale per l'alluminio, che può essere riciclato all'infinito senza perdere qualità, e per molte plastiche, che se correttamente differenziate diventano materia prima per nuovi prodotti. La differenza, in ogni caso, la fa sempre lo stesso gesto: separare bene, nel posto giusto, al momento giusto. È un'abitudine che dovremmo portare non solo ai concerti, ma in ogni angolo della nostra vita quotidiana, perché ogni contenitore, di qualunque materiale sia fatto, se riciclato davvero, è un pezzo di inquinamento in meno per il nostro pianeta.
Una festa che è anche una scelta
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